All’Horcynus Fest giornata dedicata alla Tunisia

L’Horcynus Fest invernale, dopo il suo inizio nella vicina Reggio Calabria, sbarca a Messina per l’incontro con gli studenti dei licei “Emilio Ainis” e “Francesco Maurolico”. Il tema dell’incontro è dedicato alla Tunisia, unico paese mediorentiale della Primavera Araba ad aver instaurato un percorso caratterizzat0 da una Costituzione di chiara impronta laica e democratica. Per tale motivo sarà proiettato il film Ya Man Aach (Campa cavallo) di Hinde Boujemaa (Tunisia, 2013), un film ambientato a Tunisi nel 2011 che racconta la storia di Aida, in cerca di un tetto per se stessa e per il figlio maggiore Faouzi anche per riprendersi i figli più piccoli, che ha dovuto affidare ad un’associazione. Tutt’intorno scorrono i venti di protesta che scuotono il Medio Oriente, la “grande storia” che resta sulla sfondo della sua “piccola storia”, a cui la protagonista si interessa quel tanto che basta per sperare che qualcosa cambi per la sua famiglia o per approfittare del caos cittadino per provare ad occupare la casa lasciata sfitta da qualche straniero. A seguire verrà proiettato il docufilm Wooden Hand (Mano di legno) di Kaouther ben Haniya (Tunisia/Francia, 2013), incentrato sul singolare espediente che Amira, una bimba di cinque anni, adotta per ritardare l’ingresso alla scuola coranica. Ospite della giornata sarà la regista tunisina Hinde Boujemaa. Nei giorni sc0rsi l’Horcynus Fest all’Università Mediterranea di Reggio Calabria  si è focalizzato su Iraq, Kurdistan e Libano e, al Teatro Politeama Siracusa, alla riflessione sul diritto di cittadinanza per i figli dei migranti nati e cresciuti in Italia. Sempre il cinema è stato protagonista con la proiezione del film Sta per piovere (91’, Italia/Iraq, 2013) del cineasta italo-iracheno Haider Rashid con il conseguente dibattito tra il pubblico, gli studenti dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri”, il direttore della sezione Mare di Cinema Arabo dell’Horcynus Erfan Rashid e gli attori Mohammed Hanifi, algerino con cittadinanza italiana, e Arthur Alexanian, franco-armeno da anni in Italia. Mohammed Hanifi nel corso del bidattito ha dichiarato:  “Io sono, mi sento italiano, più che algerino che lo voglia o no. Vivo l’Italia, respiro l’Italia e la sua cultura e quando ho letto il copione di Sta per piovere ho rivisto la mia vita. La vita di mia figlia, nata in Italia, da mamma italiana e padre algerino, quando ancora per legge solo il padre poteva trasmettere la cittadinanza. Oggi per lei non è più così, è italiana sulla carta oltre che nei fatti, ma questo della cittadinanza italiana negata è un problema gravissimo, che coinvolge molte più persone di quante possiamo immaginare. Giovani che come me respirano da sempre l’Italia ma che si sentono rifiutati”.

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