Alla Galleria “Lucio Barbera” la mostra di Ranieri Wanderlingh

Ranieri WanderlinghRanieri Wanderlingh

Fino al 15 novembre sarà possibile ammirare, nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lucio Barbera”, la mostra di arti visive del messinese Ranieri Wanderlingh dal titolo “Pop Romantic Art”.

Ranieri Wanderlingh

La locandina dell’evento

L’evento culturale è organizzato dalla V Direzione “Cultura” di Palazzo dei Leoni ed è inserita nell’ambito della “Giornata del Contemporaneo”, giunta alla sua dodicesima edizione. L’importante manifestazione, che dal 2005 AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani) dedica all’arte contemporanea, sarà realizzato in tutti i musei presenti sul territorio nazionale che partecipano all’iniziativa con l’apertura gratuita dei siti espositivi e l’organizzazione di eventi culturali. L’artista, che ha esposto in diverse mostre in Italia e all’estero, ha attraversato diversi periodi: dal neocubismo onirico al graffitismo, dallo psicoespressionismo all’innovativo e personale stile “Pop romantico” degli anni ‘90. Wanderlingh, pittore e scultore di notevole talento che, attraverso la sua produzione pop romantica, ha fatto della contemporaneità la sua missione artistica, ha esposto in numerose mostre in Italia ed all’estero (Roma, Milano, Bologna, Torino, Napoli, Spoleto, Montreal, Parigi, New York ecc.) ma ha comunque scelto di lavorare e vivere a Messina impegnandosi in un’entusiastica attività artistica.

Ranieri Wanderlingh

“Colazione sull’erba”

Nel 1994 Lucio Barbera scrisse che l’arte di Wanderlingh si “immerge nel presente”. Nel presente della contemporaneità si è sempre espresso, infatti, l’artista, impegnandosi anche nell’ambito delle arti applicate, in particolare nella ceramica e nella porcellana artistica, nel mondo del design e nell’insegnamento. Nel 2005 ha realizzato, su commissione della Gazzetta del Sud, la megalitica Fontana Bios alla passeggiata a mare, un inno alla vita ed al futuro.

Ranieri Wanderlingh

“Femme”

Nel 2015, in una mostra al castello di Spadafora, è stato inserito dai critici d’arte nazionali Ivan Quaroni e Chiara Canali nella scelta di 14 pittori siciliani che operano nella ricerca artistica contemporanea fuori e dentro il perimetro dell’isola. Operoso anche nella progettazione di eventi culturali, dal 2004 al 2006, è stato membro della commissione cultura del Comune di Messina; dal 2001 al 2015 ha realizzato per il Comune di Spadafora, con fondi europei, l’innovativo LabForma, il primo Museo-scuola-laboratorio sperimentale d’Italia. Nello stesso periodo ha ideato e diretto il primo Festival dell’arte contemporanea siciliana che si è svolto al Castello di Spadafora da giugno a dicembre 2015. Scrive Vincenzo Bonaventura: “Quando nelle mani di un pittore c’è qualità – e mi riferisco sia all’ispirazione sia alla tecnica – una conseguenza inevitabile è quella di suscitare emozioni contraddittorie: così accade che le opere di Ranieri Wanderlingh siano gioiose e inquietanti nello stesso tempo.

Ranieri Wanderlingh

“La Messaggera”

Da una parte un’esplosione di colori e di segni netti al confine con il fumetto, dall’altra immagini di un’umanità deformata oppure il tentativo di riscoprire i valori del passato in una difficile e alienante contemporaneità… Un cammino che, mette in chiara evidenza le assonanze, anzi direi le consonanze, di Wanderlingh con l’evoluzione dell’arte internazionale, americana soprattutto… Si può dire che Wanderlingh è rimasto al centro (delle variazioni dell’arte) stando in periferia, il che non è un merito solo geografico, semmai è l’asserzione pittorica che il confronto, se davvero ci si vuol confrontare, nasce e prospera anche a distanza e in autonomia. Quando il pop nacque era una denuncia anticipatoria dei fenomeni massificatori indotti dalla pubblicità e comunque da tecniche di comunicazione che tenevano (e tengono) l’uomo in conto come oggetto e non più come soggetto. Oggi con il suo “pop romantico” Wanderlingh ripropone l’uomo al centro della comunicazione visiva, anticipando – si spera – una nuova tendenza umanistica che forse la crisi del capitalismo potrebbe accentuare e rendere più veloce. In questa fase in cui il segno si fa meno netto e il colore, sempre molto forte, assume un ruolo più decisivo nel delineare le forme, l’artista rivede il presente partendo da una riflessione sul passato. Sembra una ricerca di tipo psicoanalitico, cui Wanderlingh non è nuovo, che attraversa archetipi, miti, tradizioni, riti collettivi, simboli. Il quadro intitolato Aisha, un viso dove continua a prevalere il rosso, è simbolico perché nel volto si radunano e si mescolano caratteristiche somatiche di tutte le razze. Si può dire che Wanderlingh ci ha messo la “faccia” per esprimere un appello all’unione dell’umanità”.

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