Carmine Coppola sbarcò a Messina nel 2001 dopo il grave infortunio rimediato durante la sua esperienza alla Triestina, che ne mise a rischio il proseguimento della carriera a certi livelli. Nicola Salerno stravedeva per le qualità del centrocampista nativo di Pollena Trocchia, tanto da volerlo ingaggiare a tutti i costi nonostante i seri problemi fisici. Il suo fiuto non lo aveva di certo ingannato. Il 20 gennaio 2002, in trasferta contro la Ternana nel campionato di serie B, il debutto di Coppola con la maglia giallorossa, l’inizio di quella che sarebbe stata per lui un’avventura meravigliosa in riva allo Stretto.

“Per noi è un momento molto triste, viene a mancare una figura che ha fatto la storia del calcio messinese” commenta l’ex capitano dei peloritani, oggi responsabile del settore giovanile dell’Acr, intervenendo ad “Antenna Giallorossa”, su Rtp. Se Messina è diventata la sua città d’adozione, consentendogli di conquistare la serie A, calcare campi importanti e vestire la maglia della Nazionale, il merito è dell’allora direttore sportivo della gestione Aliotta.
“Nicola mi ha dato la possibilità di arrivare in questa città sebbene fossi in condizioni pessime. Avevo le ginocchia rotte, pensavo scherzasse quando venne a Trieste e mi disse che mi avrebbe portato a Messina, invece nella sua follia ha fatto sì che iniziasse la mia storia con il Messina. Che riposi in pace. Sapevo che nell’ultimo periodo ne ha vissute di tutti i colori e mi dispiace tantissimo. Ci siamo scambiati qualche messaggio, poi non lo sentivo più da due anni considerate le condizioni ma ricevevo sue notizie tramite altre persone. Lo porteremo sempre nei nostri ricordi“.





