19 punti in classifica, appena tre di distanza dalla zona playoff e tanta voglia di continuare a stupire. Prova a non fermarsi la Polisportiva Gioiosa, che dopo il 4-0 inflitto alla Leonfortese, affronta una delle trasferte più difficili della stagione, contro l’ambizioso Modica. Sulla carta non c’è partita, i rossoblu dopo avere raccolto quattro punti nelle prime tre giornate hanno iniziato ad avere un passo incredibile, ben nove successi consecutivi, e in casa hanno vinto tutte le sfide disputate sin qui.

Il Gioiosa però arriva con il vento in poppa, forte della meritata spensieratezza che è arrivata sia dai risultati che dalle prestazioni. La squadra di mister Silvestri è uscita sempre a testa alta da ogni confronto, anche in caso di sconfitta. A fare il punto della situazione in casa biancogranata è l’esperto estremo difensore Sebastiano Paterniti: “Stiamo vivendo un buon momento, veniamo da una vittoria convincente e stiamo offrendo prestazioni positive e incoraggianti. Affronteremo una squadra forte, avremo qualche defezione importante a causa di infortuni e squalifiche ma dobbiamo essere consapevoli del percorso importante compiuto sin qui”.
Nella solita estate di offerte e decisioni da prendere, restare al Gioiosa è sempre stata la prima scelta di Paterniti, che non è sorpreso dall’ottimo girone d’andata: “Rimanere qui un altro anno era la mia volontà, nella passata stagione sono arrivato a campionato iniziato ma ho capito subito che qui si poteva fare calcio in modo serio. Probabilmente stiamo facendo più di quanto ci si poteva aspettare, ma sinceramente non sono sorpreso di questo percorso. Ho sempre riposto grande fiducia nelle capacità della dirigenza di scovare giovani di valore che potessero fare cose importanti: quando hai una società presente e competente, uno staff tecnico all’altezza e strutture adeguate i buoni risultati sono la logica conseguenza di tutti questi fattori”.

Per Paterniti però la strada verso la salvezza è ancora lunga: “In questa squadra ci sono tanti giovani di valore, che possono fare una buona carriera, ma bisogna sempre volare basso e tenere i piedi per terra. Conosco questa categoria abbastanza bene per poter dire che bastano due o tre partite approcciate male e vieni risucchiato in situazioni che fino a due settimane prima sembravano lontane. Sta ai giocatori più esperti come me fare capire che l’obiettivo è ancora lontano. Sotto un certo punto di vista il gruppo è dovuto diventare grande improvvisamente, la tragedia di mister Scaffidi ci ha colpito, eravamo la ed è una cosa che ci porteremo dietro per sempre. Da quel giorno ci alleniamo e giochiamo anche per lui: sappiamo che è sempre accanto a noi, questo brutto episodio ci ha fortificato”.





