L’appuntamento è ancora in Tribunale, dove la presidente Simona Monforte, il giudice Roberta Rando e il giudice relatore Valerio Brecciaroli si pronunceranno sulla proposta di affidamento della gestione sportiva dell’Acr Messina alla Doadi Srls. La società che fa riferimento all’operatore economico Giuseppe Peditto negli ultimi giorni ha lavorato per ottenere una nuova fideiussione, di importo economico maggiore rispetto alle precedenti.

Una garanzia a copertura dei maggiorati costi, con cui proverà a soddisfare le richieste dei magistrati della Sezione Fallimentare. Palazzo Piacentini valuterà se gli sforzi profusi dalla compagine interessata a salvare il titolo sportivo del Messina saranno stati sufficienti. Non è chiaro se nel progetto sarà ancora coinvolto l’ex presidente del Sant’Agata Maximiliano Sosa, che potrebbe traghettare in riva allo Stretto alcuni assistiti argentini della sua agenzia di scouting, la Mg Sport.
Mentre sembra defilarsi il direttore sportivo Vincenzo Minguzzi, per il quale i tempi sarebbero ormai maturi. Il tecnico che era stato bloccato, l’ex brindisino Ciro Danucci, e vari calciatori contattati si sono d’altronde già accasati al neonato Taranto 2025 o sono comunque prossimi a ripartire dall’ambizioso club pugliese. In caso di fumata bianca, Peditto e i suoi soci dovranno quindi con ogni probabilità orientarsi su nuovi profili.

Alla finestra intanto c’è di nuovo la Società Cooperativa Calcio Messina, che valuta un ulteriore intervento. La relativa proposta è stata infatti votata dalla grande maggioranza dei suoi soci. Se la crisi dell’Acr non avrà una rapida soluzione, si candiderà per la gestione sportiva del club. La copertura economica dovrà essere ancora dell’attuale proprietà, mentre un advisor, il già noto Dante Scibilia, proverà a trovare un acquirente in corso d’opera. La Cooperativa contribuirebbe con il parziale supporto di alcuni sponsor coinvolti nel suo progetto di ripartenza del calcio cittadino.
Una strada percorribile soltanto se arriveranno però adeguati risultati sul campo. Non sarebbe comunque semplice tra il macroscopico ritardo già accumulato e il pesantissimo -14 da scontare in classifica. Ma la continuità aziendale, ovvero la prosecuzione dell’attività, è un requisito che Aad Invest Group e Pietro Sciotto dovrebbero garantire al Tribunale in vista del piano di rientro del 10 ottobre. L’ennesima settimana chiave è appena iniziata e domenica prossima è già Coppa Italia. Che il Messina possa davvero presentarsi a Lamezia sembra però sempre più complicato.





