Scibilia: “Le crisi sono anche opportunità. Messina può ripartire da chi la ama”

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Per provare a tracciare un futuro differente per il calcio messinese la Società Cooperativa ha individuato un advisor, l’esperto in diritto societario Dante Scibilia, che ha già contribuito alla ripartenza di grandi realtà, dal Venezia al Catania, “le operazioni che hanno avuto più risalto”, dal Vicenza, con i pareri professionali forniti alla famiglia Rosso, alla Robur Siena, con un concordato avviato dopo la mancata iscrizione.

Dante Scibilia
Dante Scibilia è esperto in diritto societario

Adesso i primi colloqui con il sindaco Federico Basile (“ma le conversazioni restano private”) dopo la disponibilità fornita ai promotori della Cooperativa. “La partecipazione di chi vuole bene alla città e al club, inteso come patrimonio di valori, accumunati dalla fede calcistica, non può che essere un elemento positivo. Poi la reale progettualità dipenderà tanto dagli eventi”. 

Di cooperative calcistiche vi sono pochi esempi in Italia ma questo per Scibilia non è un ostacolo insormontabile: “Una società di calcio non può assumere questa forma giuridica mentre la proprietà di un club sì. Può essere una semplice persona fisica o un trust, una società di capitali o di persone ma anche una cooperativa”.

Acr Messina
La formazione titolare del Messina con il Foggia

Una realtà di questo tipo può davvero gestire un club? “Si tratta di più soggetti, che si mettono assieme per un unico scopo. Permette tra l’altro l’entrata e l’uscita dalla compagine sociale in modo molto più agevole mentre cambiare i soci di una società comporta procedure molto più stringenti e onerose. Ad ogni modo ripeto che non mi soffermerei troppo sulla forma giuridica, che come tutte ha vantaggi e svantaggi”. 

Il nodo più importante è un altro: “Che la città sia vicina alla squadra lo dimostra in queste circostanze. È rilevante che vi siano soggetti che vogliono contribuire allo sviluppo del calcio per mantenere un valore che resta intatto, al di là delle recenti peripezie, e nessuno te lo può portare via. Le prossime settimane chiariranno le reali opportunità”. 

Sant'Agata
Il Sant’Agata in fase difensiva

Dopo la retrocessione l’Acr è in bilico, con un’iscrizione in D che potrebbe essere indotta soltanto dal rischio fallimento. Il Sant’Agata potrebbe spostarsi in città cambiando denominazione mentre la Messana 1966 prosegue il suo percorso in Eccellenza e potrebbe alzare l’asticella: “Ogni momento di crisi è un’opportunità da cogliere, adottando le scelte giuste – osserva Scibilia –. Non ha senso disperarsi, meglio rimboccarsi le maniche. Chiaramente bisogna crescere da tanti punti di vista perché il sistema attuale non più sostenibile”.

Messina d’altronde come Lucca, Ferrara, Brescia, Taranto e Torre del Greco: “Il mondo del calcio ha difficoltà evidenti da diversi anni, in Italia ci sono situazioni molto critiche. Fino a quando si bruciano importi così elevati è evidente che se la proprietà non è più in grado o non vuole più sostenere le spese le società vanno in crisi. Nessuno può sopravvivere a lungo se ogni anno il bilancio è in rosso”.

Messana
I ragazzi del vivaio accolgono la Messana in campo (foto Paolo Furrer)

In riva allo Stretto sempre grandi exploit (come dimostrano le quasi 10mila presenze per un playout) ma anche rovinose cadute, con il rischio della quarta scomparsa in appena 32 anni: “È una piazza che ha storia e la categoria non è determinante. Io posso dare una mano e collaborare in tanti modi. L’ho già fatto tra i Dilettanti in altre discipline. La squadra può essere un volano per fare ripartire molto cose e non soltanto il progetto sportivo. La partecipazione della gente e quindi una Cooperativa rendono Messina più attraente per soggetti interessati ad investire”. 

Eppure Scibilia ritiene che sia più semplice un impegno di messinesi che più l’arrivo di magnati da fuori o dall’estero: “Gli imprenditori locali sono sempre la prima scelta per l’aspetto affettivo, perché conoscono la realtà in cui vanno ad operare e hanno un ritorno immediato in città. Conoscono anche il tessuto in cui si investe”. 

Dante Scibilia
Dante Scibilia è stato dirigente del Catania

Di certo serviranno professionalità e investimenti: “Ci possono sempre essere situazioni diverse e soggetti che vengono da fuori, che magari effettuano investimenti anche in altri ambiti differenti dallo sport. Un’attività poi può creare valore. Certo servono le persone giuste e stanziamenti mirati, il calcio è un gioco ma ci sono tante dinamiche industriali. Se devi costruire una casa non ti puoi improvvisare”. A Messina non a caso siamo ormai esperti in crolli…

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