Tra il piano di rientro e l’opzione Peditto, l’Acr potrebbe ripartire dal via

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Sarà presentato lunedì 11 agosto, l’ultimo giorno utile considerato che la scadenza del 10 cade di domenica, il piano di rientro dai debiti dell’Acr Messina. Una procedura necessaria per evitare la liquidazione giudiziale, il vecchio “fallimento”, e spalmare in un’arco temporale pluriennale il passivo residuo, completando l’intricato salvataggio fiscale di un club a cui sono stati concessi i benefici relativi ad una composizione negoziata della propria crisi societaria.

Cicciari e Picciolo
I legali dell’Acr Messina Giuseppe Cicciari e Gianpiero Picciolo

L’obiettivo dei consulenti incaricati da Aad Invest Group e Pietro Sciotto sarebbe quello di abbattere sensibilmente, anche oltre rispetto alle stime delle scorse settimane, i debiti con i fornitori, 400.000 euro, e l’erario, con un’esposizione complessiva di circa 1,5 milioni di euro. Nel weekend il Tribunale attende anche le integrazioni documentali dal gruppo rappresentato dall’operatore economico Giuseppe Peditto.

A Palazzo Piacentini hanno richiesto infatti la visura storica della società interessata all’affidamento della gestione sportiva e al successivo acquisto delle quote del club, alcune modifiche al contratto sottoscritto in prima battuta dal presidente Stefano Alaimo e l’integrazione delle fideiussioni allegate. Il Ctu, un consulente tecnico d’ufficio nominato dal Tribunale, avrebbe inoltre sollecitato un’integrazione della relazione del revisore dei conti Pietro Gugliotta sui costi previsti nell’ambito della nuova gestione.

Alaimo e La Fauci
Il presidente Stefano Alaimo fa il suo ingresso in campo (foto Paolo Furrer)

Nessuna comunicazione ufficiale, anche se filtra che i potenziali acquirenti sono al lavoro per completare tutte le pratiche, compreso l’ottenimento di una fideiussione integrativa. Avviati inoltre contatti per la composizione dell’organigramma, con alcune figure chiave da affiancare al ds in pectore, Vincenzo Minguzzi, e la risoluzione di problematiche di natura logistica, inevitabili per un club fermo al palo da mesi in termini di programmazione.

Per sbloccare l’impasse in cui il Messina è sprofondato da inizio gennaio e che si è aggravato dopo la retrocessione in D maturata nel playout di Foggia occorrono comunque vari passaggi. Dall’ok del commissario giudiziale Maria Di Renzo al placet del ctu nominato dal Tribunale. Infine dovrà pronunciarsi la sezione Fallimentare, che si riunirà in composizione collegiale con almeno tre giudici.

Pietro Sciotto
L’ex presidente dell’Acr Messina Pietro Sciotto (foto Paolo Furrer)

I magistrati dovranno valutare l’efficacia del contratto stipulato tra l’Acr Messina e il gruppo Peditto e l’affidabilità di chi è pronto a subentrare nella gestione sportiva. Se la fumata dovesse essere nera, a due settimane dall’esordio in Coppa Italia, che con ogni probabilità non potrà essere onorato considerando la mancanza di tesserati, la patata bollente potrebbe tornare in mano all’Aad Invest Group del “desaparecido” Doudou Cissè e al socio di minoranza Pietro Sciotto, sulla cui contestata gestione, nonostante le mille peripezie di questi otto anni, non sembra mai calare il sipario.

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