Il Messina avrà due mesi di tempo per depositare una proposta di concordato preventivo, un piano di ristrutturazione dei debiti o una transazione fiscale. Sono i principali strumenti previsti dal nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza, introdotto nel 2019, secondo il quale va perseguito ogni tentativo alternativo per evitare il “fallimento”.

Il Tribunale ha infatti accolto la proposta avanzata dai legali dell’Acr e ha contestualmente nominato un commissario giudiziale, l’avvocato Maria Di Renzo. Va specificato che gli avvocati Gianpiero Picciolo e Giuseppe Cicciari, che hanno ottenuto l’accoglimento del ricorso, operano su procura conferita dal presidente Stefano Alaimo. L’ex massimo dirigente Pietro Sciotto è d’altronde soltanto un socio di minoranza.
Resta da capire adesso quale strada verrà scelta da Aad Invest Group e chi finanzierà il piano di rientro, considerando che dopo il passaggio di quote il club non è più riuscito ad onorare le scadenze economiche. Senza l’accoglimento odierno l’impressione è che l’iscrizione in serie D sarebbe stata molto complicata, anche per la contestuale dichiarazione di liquidazione giudiziale, il vecchio “fallimento” per cui aveva spinto la Procura.

Dovrà essere valutata la volontà del club in vista del prossimo torneo. Per iscriversi formalmente in serie D con ogni probabilità sarà comunque necessaria un’autorizzazione del Tribunale. Anche perché i tempi della giustizia – i due mesi concessi dal Tribunale – non collimano con quelli del calcio giocato. La Lega Nazionale Dilettanti ha fissato infatti tra un mese, il prossimo 10 luglio, il gong per l’accesso alla quarta serie.
Spettatrice interessata resta la Procura, che aveva ritenuto inammissibile il ricorso. In udienza era presente il sostituto Fabrizio Monaco, che ha curato l’inchiesta con il collega Vito Di Giorgio. A coordinarla la responsabile del Dipartimento Affari civili Rosa Raffa e il procuratore capo Antonio D’Amato.





