Il Tribunale ha concesso due mesi al Messina per stilare un piano di rientro

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Era attesa la prossima settimana o al massimo nel weekend e invece la decisione del giudice delegato Carlo Daniele Madia è arrivata dopo appena 24 ore dall’udienza svolta nei locali di Palazzo Piacentini. È stato accolto il ricorso presentato dall’Acr Messina per scongiurare la liquidazione giudiziale sollecitata invece dalla Procura.

Sciotto, Alaimo e La Fauci
Il presidente uscente Sciotto, il successore Alaimo e il consulente La Fauci

“Il Tribunale di Messina ha respinto l’eccezione di inammissibilità della Procura e accolto il ricorso ex articolo 40 cc.ii. presentato dall’Acr Messina per il tramite degli avvocati Gianpiero Picciolo e Giuseppe Cicciari, e ha fissato ai sensi dell’articolo 44 cc.ii. il termine di sessanta giorni entro il quale il debitore, cioè l’Acr Messina, deve depositare una proposta di concordato preventivo, con il piano attestato e/o accordo di ristrutturazione dei debiti e/o piano di ristrutturazione e/o transazione fiscale e/o qualsivoglia altro strumento previsto dalla Legge con la documentazione necessaria”.

Gli avvocati Gianpiero Picciolo e Giuseppe Cicciari avevano richiesto l’accesso allo “strumento di regolazione della crisi” per una composizione negoziata. La proposta è stata accolta subito dal Tribunale, che martedì mattina ha ascoltato sia i legali della società giallorossa che la Procura, rappresentata dal sostituto Fabrizio Monaco, che aveva spinto invece per l’inammissibilità del ricorso.

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