Anche dopo un’annata terribile, che sembrava irrimediabilmente compromessa, il Sant’Agata è arrivato ad un passo dalla salvezza. Merito del fantasista Giovambattista Catalano, che in D continua a fare la differenza e con una delle sue prodezze aveva illuso i biancazzurri, pur privi di Perez e Pussetto.

“Sul 2-0 al 75’ ci avevamo creduto. L’Acireale ci ha raggiunto all’88’, un vero peccato… Ci abbiamo messo tutto ma non è bastato dopo una stagione tormentata e difficile. Io sono uscito sul 2-1 per i crampi e ci mancavano pedine importanti. Abbiamo pareggiato e siamo retrocessi soltanto per il peggiore piazzamento in campionato. Non potevamo chiedere di più”.
Nel biennio a Sant’Agata Catalano ha firmato numeri eccezionali. Nel 2021/22 chiuse con 8 gol e 16 assist, quest’anno è andato ancora oltre chiudendo a 10 reti e ben 20 passaggi vincenti per i compagni: “Se devo scegliere un gol dico quello con il Locri al 94’ su punizione, una rete decisiva per i tre punti. Ma è stato molto bello anche quello con l’Acireale nei playout. Andare in doppia cifra è davvero il massimo. Tutto sommato, vedendo com’è andato l’anno fin dall’inizio, essere arrivati a giocarcela a pochi minuti dalla fine è un grande traguardo”.

Il futuro è tutto da scrivere anche perché il mercato in serie D non è ancora decollato: “Per l’anno prossimo c’è il mio procuratore Kael Grimaldi che sta valutando alcune proposte. Il Sant’Agata? Non li ho sentiti. So che il presidente Sosa sta pian piano onorando i pagamenti arretrati. Sull’eventuale trasferimento del titolo a Messina non so nulla, l’ho appreso soltanto dalla stampa”.
Proprio a Messina Catalano disputò un grande girone di ritorno nell’annata 2018/19, con Oberdan Biagioni in panchina, sette gol e dieci assist: “È stata l’esperienza più significativa della mia carriera. Sono arrivato a dicembre, in una situazione critica. C’era chi andava via e nessuno voleva accettare una maglia che pesa. La squadra era in piena zona retrocessione, fu una bella responsabilità. Abbiamo tenuto un ritmo da playoff e raggiunto la finale di Coppa Italia, persa purtroppo con il Matelica a Latina”.

Catalano ricorda un’epica rimonta e non ha dubbi sul valore di quell’annata: “Nella semifinale con il Giulianova abbiamo rimontato dallo 0-2 al 3-2 con un mio gol. Mi auguro un giorno di poterci tornare, sono rimasto legato ai tifosi e alla città. In molti mi scrivono ancora oggi, ho lasciato evidentemente un bel ricordo. Mi dispiace quello che sta succedendo, il Messina merita altri campionati e dovrebbe lottare per vincere tra i professionisti e non tra i Dilettanti”.
Per il 31enne anche l’esordio in A e una sessantina di gare in C: “Con il Pescara ho esordito contro il Milan e giocato tutto il secondo tempo con la Fiorentina nel 2013. Un sogno che avevo quando ho iniziato a giocare a calcio e che si è realizzato. Con la Vigor ho giocato l’ultimo anno di C1 del Lamezia, che poi è fallito. Un altro grande dispiacere”.

Riguardando le prodezze di Catalano stranisce un po’ che non siano arrivate altre chiamate dai professionisti: “Il mercato è un po’ strano. Io rimango sempre a disposizione di chi mi chiama e si interessa. Se puntano su di me io rispondo presente. Sono contentissimo della mia carriera e rifarei tutte le scelte. Anche con il Santa Maria Cilento e l’ex igeano Di Gaetano in panchina è stata un’annata importante: quell’anno siamo stati gli unici a battere il lanciatissimo Catania. Il Catanzaro? È la squadra della mia città e la seguo con tanto piacere. Sta facendo grandi cose in serie B”.





