Il presidente del Milazzo Mauro Versaci è pronto a gettare la spugna, nonostante una stagione di vertice da matricola in serie D. A pesare le problematiche legate allo stadio, con un manto erboso che non è certo in condizioni ottimali, ma anche agli impianti per gli allenamenti settimanali.

“Sono stanco dopo tre anni in cui abbiamo affrontato problematiche extra-calcistiche più grandi di noi. Siamo una piccola società, composta da imprenditori locali, che con sacrifici hanno portato avanti questo progetto. Abbiamo trasmesso ai ragazzi l’identità e il senso di appartenenza, forse questo è un valore che si va perdendo ma abbiamo preso un impegno e lo stiamo portando avanti fino in fondo”.
Dopo mesi di attesa stanno per essere completati gli interventi di rifacimento di una struttura da sfruttare durante la settimana: ” Contiamo già la prossima settimana di poterci allenare sul campo di Capo Milazzo, che era dismesso da anni ed era in condizioni assolutamente precarie. Abbiamo ottenuto la concessione della struttura di Giammoro. Probabilmente non siamo uomini di calcio ma che ci sappiamo fare, siamo andati in giro dentro e fuori la Sicilia e ci siamo sempre fatti rispettare”.
Versaci spiega le incomprensioni con il sindaco Pippo Midili: “Caro sindaco mi scuso, mi sono illuso che a Milazzo si potesse fare calcio in modo serio senza che vengano rinfacciate le bollette dello stadio Salmeri. Non voglio avere dissidi ma non posso dire che dal punto di vista sportivo lei abbia fatto il bene del club. Mi sembra comunque doveroso smentire un coinvolgimento politico mio o della mia famiglia nel breve o nel lungo termine”.

Il massimo dirigente annuncia il suo disimpegno: “Ora tutti cavalcano l’onda, ma fino a tre anni fa nessuno si interessava a noi. Il mio compito qui è finito, il 30 giugno sarà il mio ultimo giorno da presidente e socio del Milazzo. Manterrò gli impegni presi ma mi fermo, sarebbe un peccato se qualcuno dovesse rompere questo giocattolo ma non ho più le forze mentali per continuare a combattere”.





