Un Messina gagliardo e combattivo ha compiuto un altro passo nella giusta direzione

Il capitano Giorgio Corona
Il capitano Giorgio Corona

Il capitano Giorgio Corona (foto Paolo Furrer)

Nel Lazio flagellato dal maltempo per il Messina è maturato l’undicesimo pareggio in ventidue uscite. Se non è un record poco ci manca e fino ad oggi sono soprattutto i segni “ics” ad avere tenuto lontano dalle prime otto posizioni la truppa dei Lo Monaco. Il Castel Rigone quinto in graduatoria ha collezionato ben dieci sconfitte, quattro in più dei peloritani, che però hanno pagato fin qui proprio i punti dilapidati in tanti scellerati finali, come quello della sfida d’andata con l’Aprilia. Il return-match con i biancazzurri ha regalato però svariate certezze, originate prima di tutto dalle tante novità. Ben sei degli elementi schierati da Grassadonia erano dei volti nuovi e cinque di loro sono stati inseriti nell’undici titolare. Il rinnovato Messina è tutt’altra formazione rispetto a quella affidata a Gaetano Catalano, che più che i propri demeriti ha pagato le perduranti assenze (Maiorano su tutte), una buona dose di sfortuna e soprattutto una rosa non all’altezza.

Squillace lotta in mezzo al campo

Squillace lotta in mezzo al campo (foto Paolo Furrer)

L’organico è stato letteralmente stravolto, se si considera che le nove cessioni formalizzate nel mese di gennaio (Piovi, Scoponi, Guilana, Di Stefano, Guadalupi, Gherardi, Siciliano, Bolzan, Chiaria) si aggiungono alle partenze concretizzatesi nel 2013 (Caiazzo, Leo e Parachì) ed alla rinuncia a Lasagna, assente ormai da un mese e mezzo, anche se tuttora vincolato al club con il quale non ha rescisso formalmente il contratto.

Contro l’Aprilia il Messina ha mostrato poi un piglio gagliardo e combattivo, incarnato soprattutto da Bucolo, che ha lottato fino al 90’ nonostante una botta subita nel finale di primo tempo. Fronteggiato così nel migliore dei modi un campo reso pesantissimo dall’abbondante pioggia che avrebbe perfino potuto portare al rinvio della gara. Se Franco e Squillace non hanno inciso in modo determinante, ma non si sono comunque risparmiati, va invece evidenziato l’eccellente esordio di De Vena. Il Viareggio un anno fa sborsò 100.000 euro per assicurarsi la comproprietà dell’attaccante cresciuto nel vivaio del Napoli ed il talentuoso partenopeo ha subito mostrato grandi doti tecniche e fisiche, che fanno ben sperare in vista dell’ultimo terzo di campionato.

Il difensore Luigi Silvestri (foto Paolo Furrer)

Il difensore Luigi Silvestri (foto Paolo Furrer)

Anche Bernardo si è confermato subito particolarmente incisivo e soltanto la traversa gli ha negato la prima gioia in giallorosso. Pepe e D’Aiello hanno ridato poi grande solidità ad una difesa che nelle precedenti cinque trasferte aveva sempre subito almeno un gol: bisogna risalire alla vittoriosa trasferta sul campo del Gavorrano fanalino di coda per constatare da quanto tempo la porta difesa da Lagomarsini non rimaneva inviolata lontano dal San Filippo.

La ritrovata abbondanza potrebbe stravolgere peraltro scenari ed equilibri che apparivano consolidati. Di colpo Ignoffo potrebbe essere costretto ad un ruolo più marginale, come era capitato a Corona nel corso del girone di andata. La famigerata età media e l’affidabilità dei giovani hanno portato Grassadonia a rinunciare per la prima volta in stagione alla sua esperienza e forse anche per via del campo pesante gli è stato preferito Cucinotta a gara in corso.

Curiosità ed attesa infine destano gli ultimi due arrivi. Pagliaroli, autentico jolly di fascia con una grande propensione offensiva, potrebbe contendere presto una maglia a Guerriera, forse obbligato a tirare il fiato dopo una stagione giocata a gran ritmo. Zaine, che si presenta in riva allo Stretto con ottime credenziali, rappresenterà invece una nuova alternativa in mezzo, dove da domenica prossima sarà a disposizione anche Maiorano, al rientro dalla squalifica.

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