L’Aula Magna del Rettorato ha ospitato la nona edizione di “Un Calcio al Razzismo – Uniti con lo Sport”, la più longeva manifestazione dell’Ateneo peloritano. Anno dopo anno, l’iniziativa ha consolidato il suo impegno culturale a favore dell’inclusione, della lotta contro il razzismo e della promozione di valori universali attraverso lo sport.

Il 20 e 21 maggio, presso la Cittadella sportiva universitaria, si svolgerà il torneo di calcio a 5 che vedrà sfidarsi squadre multietniche composte da giovani migranti, studenti universitari e rappresentanti di organizzazioni no-profit, unendo nel gioco persone di diverse culture accomunate da un messaggio di solidarietà e inclusione. Ogni squadra dovrà scegliere un nome, stabilire un capitano e presentare una frase-spot contro il razzismo e sarà composta da un minimo di cinque giocatori e un massimo di otto. Ogni partita rappresenterà un’ulteriore opportunità per riflettere su stereotipi e pregiudizi che ancora affliggono la nostra società, utilizzando lo sport come potente strumento di sensibilizzazione e cambiamento.
“Sono molto lieta di vedere l’Aula Magna gremita di giovani in occasione di questo importantissimo evento, che riveste un ruolo prezioso all’interno della nostra Comunità e negli anni ha visto avvicendarsi tante personalità del mondo dello sport e non solo – ha sottolineato la Rettrice Giovanna Spatari –. L’edizione 2025 si focalizza sul valore educativo e sociale dello sport, strumento formidabile di contrasto alla discriminazione e incentivo all’inclusività. Ringrazio gli alunni dell’Istituto Comprensivo ‘Mazzini’ di Messina, autori di un bellissimo video sui valori veicolati dallo sport”.

“Lo sport possiede un potere unico che gli consente di educare, ispirare e unire le persone – ha aggiunto l’ideatore Carlo Giannetto, professore di Economia e Marketing agroalimentare –. Purtroppo non può bastare solo lo sport a sradicare il razzismo che ancora oggi è una realtà. Le attuali istituzioni sportive stanno attuando delle soluzioni anche efficaci, ma spesso si muovono in seguito a pressioni esterne o forti atti discriminatori. Se è vero che lo sport riflette la società, è altrettanto vero che l’educazione ne costituisce le fondamenta. Per questa ragione Il connubio Sport-Università, con il coinvolgimento della Scuola e di tutte le altre Istituzioni è un necessario strumento educativo per accompagnare i giovani verso un futuro sempre più inclusivo”.
“Il Comitato Olimpico Internazionale si sta adoperando moltissimo per il contrasto ad ogni forma di discriminazione nello sport – ha ribadito il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano Giovanni Malagò, collegato da remoto –. A tal proposito mi piace ricordare la formazione di una squadra olimpica che riunisce i migranti sotto lo stendardo dei Cinque Cerchi. Lo sport è una opportunità enorme per collocare nel mondo le persone e gli sportivi che soffrono a causa delle discriminazioni ed esempi come la vostra manifestazione rappresentano un modello da seguire per proseguire sulla strada della lotta contro il razzismo. Con questa iniziativa riuscite a rendere gli studenti protagonisti del cambiamento anche attraverso un evento sportivo, ovvero, il torneo di calcio a 5 che ospiterete nei prossimi giorni”.

“Come allenatore obbligo i miei giocatori a coniugare studio e sport, poiché quest’ultimo dura fino a un certo punto – ha commentato il Commissario Tecnico della nazionale maschile di pallanuoto Sandro Campagna –. Indubbiamente ti forma, ti aiuta ad essere un cittadino migliore, ma è necessario allenare anche la mente, poiché uno sportivo che ha anche studiato può garantire performance migliori ed affrontare meglio il futuro. Anche per questa ragione sono felice di essere qui, in Università, per ribadire che la pallanuoto, e lo sport in generale, è uno strumento inclusivo. Ogni forma di esclusione non fa parte del nostro mondo. Nella formazione di una squadra, ad esempio, non è detto che vengano considerati i migliori, ma può essere incluso anche un elemento che, pur essendo più debole, in un meccanismo di gruppo riesce a rendere al meglio per sé e per i compagni”.





