Una salvezza da conquistare ad ogni costo. A due turni dal termine il Messina è ancora appaiato alla Sancataldese, con obiettivo minimo l’approdo al playout per mantenere la serie D. Daniele Trasciani, ospite a “Contropiede”, trasmissione sportiva di Tcf, si è detto non del tutto soddisfatto dal pareggio maturato domenica sul campo della Vigor Lamezia: “Sono ancora un po’ amareggiato. Ci tenevamo tanto, sapevamo l’importanza della partita, erano tre punti che potevano cambiare il volto alla stagione e consentirci di dar seguito al successo contro il Ragusa. L’atteggiamento è stato corretto, abbiamo approcciato la gara nel modo giusto, colpendo due traverse, ma abbiamo preso gol su un errore nostro, da una palla inattiva sulla quale ci siamo fatti trovare impreparati, nonostante a livello numerico fossimo messi bene in area. Abbiamo creato tanto e dominato il gioco, la Vigor Lamezia non ha fatto molto esclusa l’azione del gol e un’altra ripartenza. Ci manca l’ultimo passaggio, arriviamo lì davanti tante volte senza concludere con la rabbia giusta. Già con la Gelbison ci era mancato lo spunto decisivo per chiudere la partita. Con la Vigor avremmo potuto tranquillamente fare due gol”.

Sul pesantissimo rigore trasformato con freddezza da Roseti per il definitivo 1-1 il difensore romano svela: “Si trattava soltanto del secondo penalty che ci davano in questo campionato. I rigoristi designati dal mister sarebbero Tourè, Roseti e Tedesco, poi si decide in base alle situazioni e ai momenti della partita. Prima di battere il rigore c’è stato un colloquio tra Roseti, Tourè e Garufi e Christian ha detto che se la sentiva di calciarlo”.
In Calabria con una spinta in più. Trasciani applaude i tifosi che hanno sostenuto in massa la squadra al “D’Ippolito”: “Per me Messina è diventata una seconda casa. I tifosi sono sempre stati con noi e questo lo avvertiamo, basta vedere il calore e la voglia che ci trasmettono. Prendo sempre spunto da un’intervista di Mourinho che disse sull’Olimpico: c’è chi va a vedere le partite e chi le gioca. I tifosi a Lamezia erano con noi, sembrava di essere in casa, con i cori e il boato al gol, sono sensazioni uniche. Messina è passione e amore”.

Sulla lotta salvezza e il calendario delle rivali dei giallorossi non fa troppi giri di parole: “L’Enna e il CastrumFavara, che si è ripreso proprio dal pareggio con noi, le vedo fuori da questa lotta. Noi non dobbiamo fare calcoli né guardare le tabelle, ci servono 6 punti e alle fine tireremo le somme”.
A dicembre il successo casalingo di misura contro l’Igea sembrava aprire altri scenari, dopo il -14 messo alle spalle decisamente in fretta e la risalita in classifica: “Vincere quella partita all’andata fu una bella iniezione di fiducia. Quel mese è stato positivo, per i risultati, per i quattro clean-sheet consecutivi e il cambio di proprietà. Era un bel periodo, alla fine di un girone d’andata che ci aveva visto affrontare tante peripezie. Il legame che avevamo tutti col mister Romano e col direttore Martello era speciale, loro erano i nostri due condottieri. Si era creata una magia incredibile, da quando gioco a calcio non l’avevamo mai riscontrata prima, potevamo contare l’uno sull’altro”.

Nuova Igea Virtus in trasferta e Milazzo in casa per chiudere la regular season, con l’imperativo di agguantare almeno i playout. Trasciani promette battaglia per il finale di stagione, analizzando il percorso del Messina: “Siamo partiti forte, ma questi punti in un modo o nell’altro avremmo dovuto comunque farli. Se li avessimo ottenuti in maniera più lineare, anzichè specialmente nella prima parte di campionato, sarebbe stato magari più normale. Domenica bisogna vincere, abbiamo sofferto tutti quanti e non possiamo vanificare gli sforzi nelle ultime partite. Dobbiamo conquistare i playout per giocarci lo spareggio salvezza. Messina è troppo grande per pensare di retrocedere. Tutta la squadra combatte ogni giorno, nessuno ha intenzione di mollare, per noi è la vita, sentiamo Messina dentro. Sul campo abbiamo collezionato 42 punti, i valori ci sono e non vogliamo retrocedere, stiamo sputando sangue per questa maglia”.





