Dieci vittorie nelle ultime undici gare ed un’imbattibilità che dura ormai da metà novembre. La Reggina arriva col vento in poppa al derby dello Stretto contro il Messina, forte di un ruolino di marcia che l’ha proiettata a due soli punti di distacco dalla vetta della classifica dopo un avvio di stagione da horror. Il tecnico Alfio Torrisi pensa ad un unico risultato: “Servirà molto pazienza, ma la squadra ha ormai la maturità di capire che le gare si possono vincere anche alla fine, cosa che abbiamo fatto molto spesso. Non posso dire che è una partita come le altre, sarei poco veritiero. Domani è la partita. Non si andrà in campo portando un modulo tattico o un sistema di gioco, ma l’orgoglio di una città intera che vive questi colori e sa quanto sia importante questo appuntamento. Voglio vedere i ragazzi con il sangue agli occhi. Non mi interessa il possesso palla o il bel gioco, ma una squadra che non perde un duello e che ha la fame di arrivare su ogni pallone prima dell’avversario. Che sia maleducata sportivamente parlando, per portare questo risultato a casa”.

Di certo la Reggina non ha affatto dimenticato la sconfitta dell’andata maturata al “Franco Scoglio” per il gol di Roseti, quando c’era ancora Trocini in panchina. Torrisi preme molto su questo tasto: “Il primo posto oggi lascia il tempo che trova, dobbiamo arrivare primi quando conta, soltanto la classifica finale a maggio dà i suoi verdetti. Come ha festeggiato il Messina sotto la Curva all’andata, invece, deve farci riflettere. Hanno stappato prosecchi davanti ai propri tifosi, dobbiamo tenere in mente ciò che ha subito la Reggina quel pomeriggio, deve farci capire quanto sia stata importante per il Messina quella partita. I prosecchi di solito si stappano quando si vincono partite importanti o si raggiungono determinati traguardi, non per una semplice partita, anche perché alla fine se non chiudi bene la stagione andrebbe tutto nel dimenticatoio. Loro verranno qui a dare battaglia, noi dovremo alzare un muro invalicabile, senza lasciare nemmeno uno spiraglio all’avversario”.

“All’andata può avere influito il pensiero di essere più forti, che avremmo vinto il campionato e che il Messina era un cantiere aperto, non avendo svolto la preparazione estiva. Ragionando in quel modo poi si prendono gli schiaffi – aggiunge l’ex Trapani, uno che di promozioni se ne intende -. Oggi troviamo un Messina che nella mente di qualcuno potrebbe essere quello che ha preso cinque gol dall’Enna ed è allo sbando, invece le partite facili non esistono. Hanno cambiato allenatore e ciò può dare stimoli positivi, il Messina cercherà di fare la partita della vita perché ha bisogno di punti. Noi siamo abituati a vincere, ce lo impone la classifica, la squadra è stata attrezzata per fare questo, dunque la bilancia dovrebbe pendere dalla nostra parte. Bisogna vincerla sotto l’aspetto mentale. Della partita dell’andata in settimana si è parlato soltanto dei festeggiamenti del Messina, non dell’aspetto tecnico-tattico, ovvero che hanno esultato come se avessero vinto il campionato. Per noi è stato un tema fondamentale per nutrirci di fame e cattiveria agonistica”.

Il messaggio ai tifosi amaranto in vista della sfida del “Granillo” è chiaro: “A loro non dobbiamo chiedere nulla, sono loro che devono chiedere a noi, anzi siamo obbligati a creare un ponte con la nostra tifoseria, restando in tema di Reggio e Messina, fatto di sacrificio e cuore. Sono impaziente e orgoglioso, si tratta del mio primo derby dello Stretto ed è un onore. Una giornata di sport nella quale faremo il massimo affinché resti un ricordo indelebile”.
L’ultimo pensiero è rivolto alla cornice di pubblico, cui mancheranno i sostenitori giallorossi a causa del divieto di trasferta. “Piazze come Reggio e Messina non possono stare in queste categorie, hanno fatto la Serie A, a Reggio per 9 anni, quindi non è stata una casualità. Non è bello non avere i tifosi del Messina, i derby sono belli con i cori e gli sfottò, con le due tifoserie presenti. Me lo sognavo diverso, ma il calcio sta andando in questa direzione e non sono io a potere sindacare su questioni di ordine pubblico”.





