Missione salvezza. Il successo di misura contro il Ragusa ha dato nuova linfa al Messina, riuscito finalmente a spezzare la serie negativa conquistando il primo “brindisi” della gestione Feola, seppur il tecnico campano fosse costretto a sedere in tribuna per via della squalifica come avverrà anche in occasione del match di Lamezia.

Intervenuto a “Contropiede”, la trasmissione sportiva di Tcf, l’attaccante Giuseppe Tedesco ha sottolineato il peso specifico della vittoria di domenica scorsa: “Avevamo un solo obiettivo. Era importante anche per loro, ma per noi era vitale, anzi proprio l’ultima chiamata. Se avessimo fatto un passo falso sarebbe finita. Questa vittoria ci dà una bella boccata d’ossigeno per affrontare le tre restanti partite che sono importantissime, nelle quali cercare di ottenere il bottino pieno. L’abbiamo tenuta sotto controllo, a parte quell’occasione concessa sulla punizione al 95′. Marchiamo a zona, però sicuramente si poteva curare meglio la posizione”.
Suo l’assist d’oro per Tourè, abile a colpire al volo, nell’azione del gol decisivo che l’ex attaccante del Nardò, subentrato nella ripresa a Roseti, descrive così: “Ha fatto il movimento e gli ho messo quella palla. Era difficile, i difensori del Ragusa si trovavano in cinque o sei e lui era da solo in mezzo, vuol dire che siamo stati bravi entrambi. Soprattutto nella parte finale di campionato c’è tanta pressione, spesso a deciderla sono la qualità dei singoli e l’esperienza. Quando si vede un giocatore come Tourè fare una giocata del genere bisogna soltanto battergli le mani e applaudirlo”.

Agganciata la Sancataldese a quota 27, provando a scacciare l’incubo retrocessione diretta, il Messina è tornato in zona playout. I giallorossi vogliono assicurarsi almeno l’appendice post campionato per la salvezza (gara unica in programma il 10 maggio, data che slitterebbe in caso di spareggi), meglio se da potere disputare in casa al “Franco Scoglio”. Tedesco dà uno sguardo alla classifica: “Non mi aspettavo la risalita del CastrumFavara, però sono lì e hanno un ambiente ostico. Noi dobbiamo lottare e lo faremo fino alla fine. Per me il regolamento è giusto. Lo scorso anno ho perso una semifinale playoff al 122′, giocare un playout in gara unica consente alla squadra in trasferta di avere con i tempi supplementari un’altra mezz’ora per vincere la partita. Dovessimo affrontarlo in casa avremmo logicamente due risultati su tre a disposizione. Speriamo vada tutto nel migliore dei modi”.
Contro Vigor Lamezia, Igea Virtus e Milazzo per chiudere al meglio la regular season. Nove punti in palio: il filotto è possibile. “Non abbiamo il tempo per rilassarci, né di festeggiare. Abbiamo necessità di macinare, dovremo essere una macchina da guerra. In questo momento è controproducente fare analisi, abbiamo bisogno di tutti: tifoseria, stampa, città e pure di chi non segue di solito il Messina. A fine anno si tireranno le somme di quanto fatto. Sappiamo cosa ci aspetta, non abbiamo alternative. Posso giocare o no da titolare, i più grandi come me devono dare l’esempio. Tutti dobbiamo mettere da parte gli interessi personali per raggiungere l’obiettivo. Basti pensare all’azione del gol. Avrei potuto calciare, ma l’ho letta che sarebbe stato meglio servire Tourè per concluderla”.





