Sul palco del Clan Off Teatro lo spettacolo “Kean” diretto da Adriana Mangano

TeatroL'attore Alessio Bonaffini in scena

Proposto come evento speciale lo scorso anno, torna adesso in scena al Clan Off Teatro lo spettacolo “Kean”, intenso monologo con protagonista l’attore messinese Alessio Bonaffini, per la regia di Adriana Mangano. Il quinto appuntamento della stagione #r-esistenze con la direzione artistica firmata da Mauro Failla e Giovanni Maria Currò, è in programma sanato 12 e domenica 13 gennaio.

Tre repliche per uno spettacolo che lo scorso anno ha colpito il pubblico per la forza e l’immediatezza della messa in scena. “Kean”, spettacolo diretto dalla giovane regista messinese Adriana Mangano, con Alessio Bonaffini, costumi di Liliana Pispisa, prende le mosse da un testo di Raymund FitzSimons, dedicato all’attore inglese Edmund Kean, uno tra i più importanti interpreti di inizio ottocento. Nato da un’attrice, cresciuto da uno zio drammaturgo, entrò presto in contatto con quel surreale luogo chiamato teatro, esordendo in palcoscenico a soli quattro anni. A ventisette sostituiva gli attori più famosi d’Inghilterra risollevando le sorti del teatro Drury Lane e si apprestava a raggiungere l’apice del successo.

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L’attore Alessio Bonaffini

La sua vita, segnata da una condotta sregolata e piena di eccessi, fu vissuta al perseguimento di un obiettivo, al compimento della missione alla quale si era consacrato sin da ragazzo. “Abbiamo provato ad individuare cosa, di Kean, ci interessasse raccontare ancora oggi e ci siamo imbattuti in quel conflitto che imperversa sulla vita di noi uomini contemporanei, figli di questi tempi: da un lato l’ambizione, il desiderio di raggiungere quel qualcosa che ci fa battere il cuore per il quale crediamo di essere trionfalmente predestinati, dall’altro la necessità di dover far fronte a quei reclami della vita quotidiana, alle incombenze che la società ci chiede di ottemperare per essere in qualche modo ‘giusti’ per questo mondo, cioè un lavoro stabile, una famiglia da accudire, bollette da pagare, case da comprare – si legge nelle note di regia – Abbiamo lavorato sul modo in cui questo conflitto interferisce su chi si trova a doverlo affrontare adoperando delle scelte, arrivando a quelle persone che, loro malgrado, si ritrovano a subire gli effetti di questa intima lotta (congiunti, amici), schiacciate tra speranza e rassegnazione. Certo, il percorso che porta alla risoluzione può essere lungo, dannatamente deprimente e oppressivo, ma quando se ne viene a capo, raggiungendo il proprio obiettivo, il soddisfacimento dei piaceri primordiali, la vita ha tutto un altro sapore. Sacrificare il proprio talento sull’altare del bisogno o reclamare in tutti i modi ciò che ci spetta? Questa la domanda che vogliamo lasciare al pubblico”.

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