Lo Sport Patti vuole interrompere la spirale negativa. Sidoti: “Esigiamo rispetto per i nostri sacrifici”

Dopo la sconfitta registrata in casa contro il Green Palermo, un “boccone amaro” ancora non digerito, la partita contro il Ragusa potrebbe consentire allo Sport è Cultura Patti di rialzare la testa e rilanciare la propria classifica nel torneo di serie C Nazionale. Nessuno vuole prendere sottogamba la sfida contro gli iblei di coach Di Gregorio anche perché nulla è scontato in un campionato che propone settimanalmente tante insidie. Se tempo addietro ci si poteva sbilanciare in un ottimismo a trecentosessanta gradi, oggi la realtà è ben diversa, di fronte alla consapevolezza che la squadra ha grandi potenzialità ma ha bisogno che al fianco dei titolari cresca anche la fiducia della panchina. Gli infortuni, in primis quello occorso a Dispinzeri, non rappresentano un flebile alibi perchè hanno privato il roster di alcune importanti variabili tecniche. La società al riguardo non fa finta di non sentire o non vedere, avverte in effetti le richieste del proprio allenatore e vede come si evolvono le partite. I dirigenti sanno benissimo cosa fare ma bisogna agire con oculatezza, senza correre troppo altrimenti si rischia di inciampare e cadere. Nell’attesa bisogna far quadrato tutti insieme: dirigenti, coach, giocatori e pubblico. Ed è proprio sul pubblico che la società del presidente Fiumanò si è soffermata. La presenza a livello numerico nelle prime due giornate di campionato in casa non è stata ai livelli attesi alla vigilia. Dopo gli anni di “buio” cestistico, il ritorno a Patti della palla a spicchi di buon livello per molti è stata cosa gradita e da condividere, ma non per tutti considerato che tanti sportivi pattesi preferiscono le altre categorie di formazioni dell’hinterland, non curandosi però se al PalaSerranò scendono in campo ragazzi, anch’essi pattesi, che avrebbero il piacere e la gioia di essere seguiti, incitati, condotti verso la vittoria da un pubblico che crede in loro.

Pippo Sidoti, allenatore dello Sport Patti

Pippo Sidoti, allenatore dello Sport Patti

La serie A è spettacolo di sicuro interesse, ma anche la squadra della propria città merita un ampio seguito. Di questo è pienamente consapevole il coach Pippo Sidoti, figura che ha scritto pagine impoortanti di pallacanestro nella sua città e che più di ogni altro in estate ha scommesso fortemente nel progetto di rilancio della sua nuova società. Con l’esperto tecnico pattese analizziamo il momento vissuto dai propri ragazzi: “Accettiamo le due sconfitte rimediate a Cefalù e con la Green Palermo ma siamo consapevoli che ancora la strada in questo torneo è molto lunga. Per larghi tratti della gara siamo stati assoluti padroni del campo poi paghiamo fisiologicamente le avversità di questo periodo. Gli infortuni ci hanno privato del roster del valido Dispinzeri che in campo ricopriva più ruoli, regalandoci tanta imprevedibilità. Per essere competitivi l’esperienza ci dice che bisogna ruotare almeno otto uomini, noi partiamo in sette con tanti giovani a supporto, d’altronde non ci nascondiamo vogliamo valorizzare più ragazzi possibile. Ricordo che siamo una squadra giovanissima perché accanto ai nostri over ruotiamo settimanalmente quattro classe ’97 e ’98 (su tutti i messinesi Mazzullo e Postorino, ndc), non è cosa da poco”.
Coach Sidoti non è preoccupato ma come tutto l’ambiente dello Sport è Cultura vuole prontamente tornare al successo per ritrovare la necessaria autostima.
“In una stagione gli infortuni hanno il loro peso, noi siamo privi anche di Lumia che s’è fatto male subito a Cefalù, altra gara sul campo di una squadra in grande fiducia di risultati che però ci ha visto protagonisti per un tempo prima di un comprensibile calo atletico. I tanti ragazzi della panchina sono responsabilizzati nel modo giusto, sappiamo che hanno bisogno di tempo per diventare protagonisti in C Nazionale. Abbiamo grande qualità in organico ma ancora dobbiamo affilare le armi che ci consentono di poter cambiare le sorti dell’incontro. Le statistiche dicono che il nostro quintetto gioca mediamente 37-38 minuti, è normale che nei finali di gara possiamo perdere un po’ di lucidità. Restiamo comunque fiduciosi se pensiamo che con Palermo, altra corazzata, eravamo in vantaggio di sedici punti, giocando una pallacanestro efficace e produttiva, dobbiamo imparare a gestire al meglio le situazioni di vantaggio”.
L’ex tecnico degli anni d’oro della Confcommercio analizza poi la situazione complessiva di una campionato che riscuote grande interesse da parte del pubblico ma che deve inevitabilmente crescere dal punto di vista organizzativo e federale.

Nino Sidoti, i suoi 20 punti messi a referto contro Palermo non sono bastati

Nino Sidoti, i suoi 20 punti messi a referto contro Palermo non sono bastati

“Fatichiamo ad accettare altre situazioni esterne che col campo hanno poco a che fare, penso a due arbitraggi interni poco casalinghi. Non vogliamo nessun favore, non è nel nostro stile ma neanche ingiustizie, penso al computo dei falli di domenica che recita 11 falli a favore contro 24 per gli ospiti, un dato eloquente che non si è registrato in nessun campo. Pretendiamo la domenica un metro arbitrale equo per gli sforzi che la società sta compiendo in tutte le direzioni. Anche per gli arbitri è inizio stagione e devono affinare le proprie conduzioni di gara. Siamo consapevoli di essere in oggettiva difficoltà ma il rispetto non lo si può ottenere, lo si deve avere a prescindere e al momento è mancato nei nostri confronti”.
Infine spazio agli spunti positivi di questo inizio, al classico bicchiere mezzo pieno che conforta il capo allenatore di una squadra come Patti che vuole ben figurare, arrivando il più in alto possibile ma vivendo senza particolari pressioni di vincere subito ed a tutti i costi.
Stiamo giocando bene, dobbiamo rimanere continui per quaranta minuti e sono certo che i risultati arriveranno di conseguenza. Le società come la nostra però vanno aiutate e rispettate perché sono la base del nostro movimento. Il campionato di DNC propone un buon livello a cavallo tra quello alto delle categorie superiori e le categorie inferiori. Chiedo semplicemente massima trasparenza e lealtà da parte di tutti perché noi siamo i primi ad essere appassionati di questo bellissimo sport che merita il meglio. Vogliamo tornare al successo, i ragazzi se lo meritano ed anche la città ne è consapevole. Ribadisco però che oltre ai risultati della prima squadra puntiamo a far crescere i nostri giovani, primo obiettivo societario”.

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