Sottil: “Corona un esempio. Non esistono più i difensori come me e Grassadonia”

Andrea Sottil

Gli bastarono poche settimane per risollevare una Paganese in difficoltà che sotto la gestione Cuoghi aveva vinto soltanto una volta in campionato, proprio contro il Messina. La cura Sottil ha prodotto subito i suoi effetti, con una travolgente scalata in classifica. Dopo aver raggiunto anche il settimo posto, i campani appaiono però in calo. Non “brindano” ai tre punti dal 14 dicembre, giorno dell’1-0 casalingo sul Catanzaro (all’epoca il sesto successo in otto gare) e sono a secco da sei giornate, nelle quali sono maturati appena tre pareggi, a fronte di altrettante sconfitte.

A Gubbio un'altra significativa tappa della sua carriera da allenatore

A Gubbio un’altra significativa tappa della sua carriera da allenatore

L’ex tecnico di Gubbio e Cuneo può comunque guardare alla sfida di Messina con relativa tranquillità, forte di un margine di quattro punti sulla zona playout. “E’ uno scontro diretto molto delicato che bisognerà affrontare con grande coraggio e spregiudicatezza. Siamo carichi e consapevoli di dover far punti, ma non dovremo andare in campo con l’assillo del risultato. Siamo in crisi soltanto dal punto di vista dei numeri, di certo non a livello di prestazione. Contro Reggina e Lupa Roma avremmo meritato di ottenere due vittorie, era nelle nostre corde, invece abbiamo subìto altrettanti pareggi a causa di alcune disattenzioni individuali”.

Capitani a centrocampo in Reggina-Paganese (foto Furrer)

Capitani a centrocampo in Reggina-Paganese (foto Furrer)

Tanti i pezzi pregiati che gli azzurrostellati hanno perso strada facendo in questo mercato invernale. Rispetto ad un girone fa sarà tutt’altra Paganese. “Sono andati via dei giocatori importanti, quali Caccavallo, Herrera, Bocchetti e Bernardo che avevano determinate caratteristiche e ci stavano dando una grossa mano. Abbiamo comunque ingaggiato degli elementi del valore di Aurelio, Perna, Longo, Malaccari, Donida e Bolzan. Quando si cambia molto serve ovviamente del tempo per trovare i giusti equilibri ed assestarsi. Anche alla luce dei problemi personali del nostro presidente stiamo lavorando tutti, facendo ancora più quadrato, per cercare di raggiungere l’obiettivo stagionale”.

Corona lo conosce bene, da compagno di squadra ai tempi del Catania. Stagione 2006-07, in Serie A, aperta dal successo di Cagliari, ottenuto grazie ad un prodezza di Re Giorgio. “Ho un grandissimo ricordo di Corona. Oggi segna ancora tanti gol ed è un esempio per i ragazzi. Ama questa professione ed ha una grande voglia di giocare, dunque non mi meraviglio che stia continuando a far bene. E’ un cultore del fisico e non smette mai di allenarsi. Speriamo di riuscire a fermarlo, trovando le giuste contromisure”.

Per Andrea Sottil un'esperienza da calciatore a Catania dove Lo Monaco era amministratore delegato

Per Andrea Sottil un’esperienza da calciatore a Catania dove Lo Monaco era ad

Era il Catania costruito da Pietro Lo Monaco che aveva pensato a lui, nella scorsa primavera, in caso di una mancata permanenza di Grassadonia in riva allo Stretto. “Ho sempre avuto un bel rapporto con il direttore. Ci siamo incontrati l’anno scorso, quando probabilmente non aveva ancora le idee chiare sulla panchina. Poi ha deciso di continuare con Grassadonia”.

Sottil, che nell’arco della sua carriera da calciatore ha vestito le maglie di Torino, Fiorentina, Atalanta, Udinese e Reggina, era un difensore arcigno, come l’attuale allenatore del Messina. “Gianluca era un giocatore attento che aveva determinate caratteristiche, ideali per un reparto a tre. Oggi di difensori vecchio stampo se ne vedono davvero pochi. Anzi si assiste a troppi gol facili, proprio perché negli anni si è smarrita la vera identità del difensore. Quella dei tempi in cui giocavamo io e Grassadonia”.

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