Sodini: “Giochiamo a sprazzi. Ottima la reazione finale contro un top team”

Marco SodiniMarco Sodini chiama uno schema

L’Orlandina esce sconfitta dal PalaCarnera, parquet che storicamente non l’ha mai vista vincere nei precedenti incontri disputati. Il tecnico Marco Sodini in sede di commento era consapevole delle qualità dell’avversario di turno: “È stata una gara strana perché Udine so che certamente riprenderà un ruolo di primo piano nella Lega. Il problema Covid ha frenato i friulani stoppati nel loro momento migliore quando probabilmente esprimevano un basket ancora migliore di quello di Tortona. Le ultime gare mi dicevano che il loro trend era in ascesa e mi aspettavo alti ritmi ma in realtà il match non è stato bello. Noi purtroppo abbiamo giocato una sfida da settore giovanile con uno strappo subito a fine secondo quarto originato da nostri errori e da scelte strane, andando sotto di venti punti nel terzo quarto. Poi è normale non riuscire a rialzarsi anche se la nostra rimonta è stata evidente. Non abbiamo mai mollato ma poi per tre volte nel finale quando eravamo sotto di sette lunghezze ci è mancata lucidità. So che ho una squadra molto giovane ma so anche che oggi è stata la peggiore prova di Floyd che era sulle gambe”.

Floyd

Jordan Floyd in difesa

Nello specifico l’ex coach di Cantù è consapevole di guidare una squadra dall’elevato potenziale ma, entrando nella fase determinante della stagione, ciò che conta prioritariamente è ottenere il successo: “Posso accettare ad esempio che Fall commetta infrazione di passi meno che si prenda un tiro tutto storto e in precario equilibrio perchè non è la sua caratteristica e preferisco che faccia un’altra scelta. Questo esempio vale per tutti i miei ragazzi. È un campionato di strappi, siamo a quattro ko di fila ma abbiamo sempre reso difficile la vita a tutti anche a squadre come Udine e Torino. Adesso abbiamo una serie di partite da affrontare per migliorare il nostro ranking guardando principalmente al risultato. La Lega deve tutelare maggiormente una squadra come la mia che in una stagione che non è certamente come tutte le altre continua a investire su giocatori e staff. Dal punto di vista logistico le trasferte per la penuria di voli non possono essere fatte per come si dovrebbe. Noi allenatori non riusciamo a sviluppare bene la nostra quotidianità che passa inosservato ma è prioritaria per il successo della stagione. Oggi mi reputo filo aziendalista perché bisogna tutelare le varie realtà che inseguono obiettivi tra loro diversi ma che vanno tutelati insieme a quelli dei club”.

In chiusura la dedica è rivolta a entrambe le squadre, due realtà di prestigio per la seconda serie nazionale:Capo d’Orlando conta su una famiglia che ha un’idea chiara ed ha voluto partecipare alla serie A2 per un’esigenza in primis sociale perché per il territorio siciliano l’A2 è importante. Anche Udine, che giustamente ambisce alla massima serie, deve essere tutelata al di là degli errori non avendo conseguito sin qui i risultati sportivi che merita. Noi comunque siamo molto determinati a riprendere il cammino interrotto”.

Boniciolli

Matteo Boniciolli (all. Udine)

Sul fronte opposto un moderato ottimismo dopo i problemi dovuti al Covid affiora dalle parole di Matteo Boniciolli: “Abbiamo bloccato l’emorragia nella scorsa partita. Ora stiamo suturando la ferita, capiremo a breve se siamo usciti definitivamente dal guado. Abbiamo espugnato il Carnera perché è la prima vittoria casalinga. Finalmente ritroviamo i giocatori con i quali abbiamo iniziato la stagione e che adesso hanno acquisito serenità. Lo spogliatoio era molto deluso sino a due settimane fa e anche chi è stato meno determinante come Mobio e Italiano so che lo sarà dalle prossime gare. Siamo un roster lungo e abbiamo bisogno di tutti. Mollare il proprio gruppo quando le cose vanno male è facile ma noi ci teniamo molto a questo progetto e vogliamo che le cose tornino a girare al meglio.

Siamo in una città dove si vive benissimo, un palazzetto che è la nostra casa in una società super professionale. Abbiamo sempre lavorato con intensità ma è normale essendo esseri umani con tante sconfitte esserci incupiti pur lavorando sempre con determinazione. Oggi abbiamo tirato il freno a mano sul più venti e mi ha impedito di fare esordire Spanghero, un ventenne su cui puntiamo molto. Giocare con tre piccoli è una delle opzioni che abbiamo. Amato o Mussini escono dalla panchina per avere un giovane che da fuori venga proiettato in quintetto. Per gestire il vantaggio volevamo tre ottimi trattatori di palla è una valida soluzione come quella di giocare con due lunghi assieme”. 

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