Serie D – Panarello: “Vittoria meritata del Città”, l’Orlandina si trincera dietro il silenzio stampa

Il presidente Romagnoli, il d.s. Cirillo, l'allenatore Raffaele

L’exploit del Città di Messina ha pesanti conseguenze sulla classifica del Girone I della Serie D, in una giornata in cui la capolista Savoia (vittorioso sul Pomigliano) allunga a + 6 sull’Akragas (sconfitta rocambolescamente a Battipaglia) ed il nuovo forfait del Ragusa che avrebbe dovuto ospitare il Comprensorio Montalto, avvia la compagine iblea verso una radiazione che giungerà in settimana.

Fari puntati sulla coda, e quindi indirettamente sulle tre messinesi: l’Orlandina ferma a quota 28 punti è raggiunta dall’Hinterreggio che si è imposto sul Due Torri che rimane a fermo a 21. Tra di loro il Pomigliano sempre a 25. Il Licata che sale a 7 frena l’ascesa della Vibonese che è affiancata proprio dal Città a 19, mentre il Rende con 15 occupa il terzultimo posto.

Il presidente Romagnoli, il d.s. Cirillo, l'allenatore Raffaele

Il presidente Romagnoli, il d.s. Cirillo, l’allenatore Raffaele

Una sconfitta che amareggia l’ambiente dell’N.F.C. Orlandina con mister Beppe Raffaele e il d.s. Bruno Cirillo che hanno lasciato l’area interviste per andare a svolgere una lunga chiacchierata di analisi sino alla panchina della squadra di casa lontani da occhi ed orecchie indiscrete.

Il presidente Massimo Romagnoli irritato dalla direzione di gara ma anche dall’atteggiamento della squadra in campo, lascia il “Micale” al triplice fischio senza passare dagli spogliatoi e dall’area interviste, e decreta il silenzio stampa di tutti i tesserati della società paladina.

L'attaccante del Città di Messina Vella

L’attaccante del Città di Messina Vella

Dedico i gol a mio padre ed al mister, il pareggio – esordisce l’attaccante del Città di Messina Maurizio Vellaoggi non ci sarebbe bastato. Dopo la prima rete abbiamo smesso di spingere ed abbiamo subito il gol del pari. All’inizio abbiamo cercato di allargare le maglie con gli esterni offensivi, poi abbiamo iniziato ad agire più centralmente per portare pressione alla loro difesa, e così è nato l’episodio dell’espulsione da cui è nata la punizione del primo gol. Camarda è uno specialista, io ci provo in allenamento con il consenso del tecnico, la posizione era invitante ed ho ripagato la fiducia concessa”.

Nell’intervallo – prosegue l’atleta, classe 1991, nato a Mannheim in Germania, ma cresciuto a Palma di Montechiaro – il mister ci ha chiesto di crederci fino all’ultimo, e questa volta il gol del successo è arrivato per noi. Dobbiamo crederci nella salvezza, lavorare partita per partita con l’obiettivo di raccogliere più punti possibili”.

Abbiamo meritato il successo, e sin dal primo tempo avevamo il piglio giusto – ammette soddisfatto mister Nino Panarelloe ci abbiamo creduto sino all’ultimo sperando anche nell’episodio finale, senza accontentarci, ed alla fine l’abbiamo trovato con il tiro-cross di Cappello e la correzione di Vella”.

Il tecnico messinese Nino Panarello

Il tecnico messinese Nino Panarello

Il campionato è tutt’altro che chiuso – prosegue nell’analisi il trainer peloritano – il nostro dovere è crederci fino alla fine anche per la salvezza diretta. Il girone di ritorno è differente da quello d’andata, è la storia di questo campionato a dirlo. Credo che qualche squadra è davanti potrebbe cedere. Sono contento per i ragazzi che in questi mesi avevano sofferto troppo la mancanza di un successo e l’euforia negli spogliatoi è legato a questo”.

La superiorità numerica indubbiamente ci ha aiutato – conclude Panarello – e nell’ultimo quarto d’ora con l’ingresso di Trovato e lo spostamento a destra di Cappello abbiamo provato ad accompagnare la manovra con i due laterali. Faccio chiarezza sul fronte mercato: Di Stefano non era tesserabile, ha firmato ed era in panchina Puzone che si allenava con noi da qualche tempo. Credo che qualcosa potremmo fare a centrocampo per avere maggior spessore al fianco di Camarda”.

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