Sendin diventa papà e vede la salvezza: “La Rosmarino è cresciuta alla distanza”

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La vittoria più bella è arrivata lunedì, con la nascita del piccolo Bruno Vicente, ma prima di dedicarsi a pannolini, pappe e notti insonni, il portiere Santiago Sendin ha un’altra missione da compiere: salvare la Rosmarino. 35 punti in classifica, quattro in più della Jonica quint’ultima, anche se al momento il secondo playout non si disputerebbe.

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Sendin opera un rinvio (foto Calogero Germanà)

Uno scenario che neanche il tifoso più ottimista avrebbe potuto ipotizzare ad inizio stagione, ma che i nebroidei si sono costruiti a suon di sacrifici e tra mille difficoltà. Dalla sconfitta in casa della Leonzio del 23 febbraio scorso i ragazzi di mister Biagio Tomasi hanno ingranato la quinta, nel senso che sono arrivati cinque risultati utili consecutivi, frutto delle vittorie con Imesi Atletico Catania, Città di Misterbianco e Nebros ma anche dei pareggi con Jonica e Real Siracusa Belvedere.

Un finale di stagione in crescendo, ma per l’estremo difensore argentino è ancora troppo presto per gioire: “Stiamo bene, gli ultimi risultati ci hanno dato fiducia e tranquillità, ma nessuno di noi si sente ancora salvo. Abbiamo due partite difficili contro Palazzolo e Modica, dobbiamo cercare di portare a casa qualche punto, magari chiudendo il discorso già nel weekend. Sentiamo l’obiettivo vicino, per noi sarebbe importante ma soprattutto meritato. Abbiamo lavorato sodo, sapendo incassare anche qualche delusione, ma fa tutto parte di un percorso che una squadra come la nostra deve affrontare”.

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La presa di Sendin (foto Calogero Germanà)

Le mani sulla salvezza della Rosmarino, Sendin comunque le ha già messe il 9 marzo scorso, quando in casa della Jonica ha parato il rigore di Muniz a tempo scaduto, mantenendo lo 0-0: “È un periodo che subiamo di meno, ma non è soltanto merito mio. Il calcio è uno sport di squadra e se le cose vanno bene o male è merito o colpa di tutti. Io poi essendo il portiere devo cercare di trasmettere sicurezza a tutto il reparto. Da qualche mese possiamo anche contare sull’apporto di un giocatore di grande esperienza e qualità come Domenico Strumbo, che ha alzato il livello di tutto il reparto arretrato, dando anche molta tranquillità a tutta la difesa”. 

Sendin parla anche delle poche differenze che ci sono sull’interpretazione del suo ruolo tra l’Italia e l’Argentina: “Nel mio paese ormai da molti anni il portiere è considerato un vero e proprio giocatore di movimento, partecipa alla costruzione da dietro e quindi deve essere bravo con i piedi. Questa visione sul giocare un po’ più la palla c’è anche in Europa da molti anni ormai, per cui io ho avuto questo vantaggio. Probabilmente nelle uscite ho dovuto lavorare un po’, perché in Argentina si tende poco a usare i cross dal fondo. L’aspetto positivo è che qui in Italia nelle categorie inferiori trovano molto spazio i giovani, anche perché ci sono regole che obbligano le squadre a schierare giocatori di 18 o 19 anni. Nel mio paese invece si tende a creare quasi sempre squadre con elementi d’esperienza, così non c’è tanta possibilità di emergere. Io ho esordito a 21 anni e ci sono portieri che lo fanno ancora anche più tardi”.

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