A tre giri di lancette dal 90′ la sua inzuccata ha regalato al Messina il bottino pieno contro il CastrumFavara nella prima casalinga ufficiale del Racing City Group. Festa doveva essere e festa è stata al “Franco Scoglio”, con Francesco Saverino, che da subentrato ha vestito i panni del match-winner di giornata: “Sono state delle settimane complicate tra l’infortunio e partite in cui ho giocato un po’ meno, mi sono preso una bella soddisfazione. Togliamo finalmente il segno meno in classifica e alziamo un po’ la testa. Il gol? Un bell’inserimento ed è stato bravo Touré a mettere quel pallone che sono riuscito a insaccare”.

Un’esultanza liberatoria per il centrocampista, che aveva già indossato in passato la maglia giallorossa ed è tornato dopo cinque anni in riva allo Stretto: “L’obiettivo è quello di fare bene e rilanciarsi. Sinceramente quando ho sentito la possibilità di venire qui nella mia testa ho chiuso subito tutte le altre trattative. Appare ovvio che con la nuova proprietà ci sia adesso maggiore serenità. Questa squadra ha gli attributi, lo ha dimostrato accettando condizioni un po’ così due mesi fa. Non molliamo mai, siamo un bel gruppo, sia chi gioca che chi entra dà sempre il 100%. Bisogna dare il massimo e mettersi a disposizione della squadra, in questo modo i risultati arrivano. Basta vedere quest’atmosfera, c’è poco da spiegare, ti entra dentro. Io, che a Messina c’ero già stato, sento molto la maglia e l’appartenenza, dunque cerco di dare consigli e di spronare i più giovani”.

Senza la penalizzazione il Messina sarebbe secondo in classifica. Un ruolino di marcia al di là di ogni aspettativa. Scrollatosi di dosso in poco tempo l’handicap, per Saverino e compagni può iniziare un altro campionato: “Un primo step è stato raggiunto, cancellare quel -14 dopo nove giornate è un grandissimo risultato, andando addirittura a +2. Dobbiamo continuare su questa strada e rimanere umili, lavorando e cercando di fare sempre bene. Quando non si arriva con le gambe bisogna essere intelligenti a gestire le energie anche coi cambi. La preparazione ci penalizza un po’, pure a livello della conoscenza dei compagni, ma pian piano lavorando stiamo per raggiungere una condizione fisica discreta”.





