Samake: “Con l’Igea amore a prima vista, gruppo eccezionale. Obiettivo 20 gol”

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Poche parole ma tanti gol: al maliano Boubakar Samake non piace perdersi in chiacchiere. Lo si è capito in campo, pochi fronzoli e tanta sostanza: se c’è un pallone da buttare in porta, state pur certi che lui è lì, pronto a fare il proprio dovere. Il gol vissuto come un dovere, come è già accaduto ben diciassette volte in stagione.

Igea Virtus
Samake ha firmato già 17 reti in stagione (foto Santi Mazza)

Numeri che lo consacrano capocannoniere indiscusso del girone, davanti all’ennese Tchaouna, che insegue staccato a quota 11. L’Igea Virtus è pronta a ricaricare le pile in vista del rush finale, perché il pareggio e la prestazione di Caltanissetta hanno detto chiaramente che la squadra di Sasà Marra ha tutto per continuare a sognare la serie C, al netto del deferimento legato al caso De Falco. Con il passare delle settimane la squadra ha acquisito consapevolezza ma la prima certezza è stata sempre rappresentata da un centravanti di razza, capace di fare la differenza.

Anche in casa della Nissa, sua ex squadra, con quella zampata a tempo scaduto, Samake ha confermato di essere il valore aggiunto di un’Igea che non vuole fermarsi:  “Il merito non è mio ma della squadra, questa partita non era facile. L’accoglienza dei tifosi e dei dirigenti della Nissa mi ha fatto piacere, lì sono stato bene. Qui c’è un aspetto che difficilmente si trova altrove: quando si parla di grande gruppo può sembrare una frase fatta ma non è così, chi va in panchina o addirittura in tribuna non si lamenta mai, anzi partecipa emotivamente e ti incita. Da quando ho messo piede a Barcellona è stato amore a prima vista, ho capito fin da subito che poteva nascere un rapporto speciale con questa piazza. Il gol per me è importante ma è un lavoro collettivo, se segno e la squadra non va è tutto inutile”. 

Igea Virtus
Boubacar Samake celebra un gol sotto la Gradinata (foto Santi Mazza)

L’attaccante, diventato ormai l’idolo della tifoseria igeana, sapeva che sarebbe stata per lui la stagione della consacrazione: “Non sono sorpreso dalla mia media realizzativa. Il direttore Agatino Chiavaro mi conosce bene, da quattro o cinque anni tenta di ingaggiarmi, in estate è tornato alla carica e il mio procuratore mi ha detto che conosceva bene l’Igea, una società seria, perciò mi hanno convinto. Affronto ogni partita con la massima serenità, sto bene e quando gioco so già che farò bene. I miei compagni? Maltese mi ha sorpreso, abbiamo sempre giocato contro, ma fuori dal campo è davvero un ragazzo straordinario. Può sembrare strano ma l’ambiente fa tantissimo per un giocatore”.  

Dopo la sosta, al “D’Alcontres-Barone” ci sarà una sfida delicata contro la Reggina, desiderosa di togliere ai giallorossi la vetta della classifica e di vendicare la sconfitta dell’andata: “L’importante è restare sopra ma non guardo la classifica. Il mio mestiere è fare gol, voglio farne più di venti. La C non è un sogno ma un obiettivo. La Reggina è cambiata rispetto all’andata, ma per noi sarà una partita come le altre. Non la tratteremo in modo diverso”. 

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