Anche il candidato sindaco del centrosinistra, Antonella Russo, è stata ospite nella chiesa di Santa Maria Alemanna, al confronto con gli altri quattro candidati sindaco, ed è stata interpellata prima di tutto sulla copertura dello stadio: “Mi preme ringraziare la Cooperativa perché il privato si è sostituito alle Istituzioni in un momento topico per la salvezza della nostra squadra. La copertura del “Franco Scoglio” andava fatta già nel 2004, era necessaria sin dall’inizio, così come avviene in tutti gli impianti moderni, per consentire una fruibilità dello stadio 365 giorni l’anno. Non siamo riusciti a coprire nemmeno una porzione e questa è una sconfitta per la città di Messina. Non è né uno stadio né un’arena per gli spettacoli”.

L’esponente del Pd ha illustrato la sua ricetta per una gestione sostenibile: “Abbiamo un progetto praticamente pronto, il prossimo sindaco quando stapperà lo spumante dovrà mettersi a lavoro per realizzare una hub multiservizi che serva 365 giorni l’anno. Per finanziarsi un impianto deve ospitare più attività e non soltanto uno sport. Il “Franco Scoglio” ad esempio può ospitare anche eventi musicali e il “museo del calcio” proposto dalla Cooperativa: in questo modo diventa sostenibile anche per chi lo prende in gestione”.
La struttura di via Oreto, nonostante i ritardi, sarà presto riaperta: “I lavori per il Celeste dovevano concludersi a giugno 2025, poi c’è stato un ritardo per il posizionamento del manto sintetico. Siamo a marzo 2026 e questi lavori non sono stati completati, con un finanziamento di 1 milione e 700 mila euro che rischiamo di perdere se non si impiegano entro giugno 2026. Sempre con i fondi del Pnrr è stata finanziata la realizzazione del pattinodromo al Villaggio Cep. Anche in questo caso per me va aperta a più attività, dall’hockey indoor a mostre e congressi”.

L’esponente del Pd ha commentato anche le modalità con cui vengono utilizzati gli impianti: “Non condivido il pagamento per un singolo evento, è anti-economico e penalizza fortemente le squadre, che non possono permettersi un affitto così esoso. Sono assolutamente favorevole a una convenzione ma deve avere basi solide. Troppi personaggi in cerca d’autore sono passati da Messina, promettendo di riportare il club ai fasti antichi, alcuni accolti anche dalle precedenti Amministrazioni come salvatori della patria e invece si sono rivelati non all’altezza”.
Da qui la sua ricetta alternativa: “Preferisco convenzioni di non lunghissima durata, che però non devono essere soltanto annuali, modulate rispetto a ciò che il concessionario offre, poiché la società deve avere una progettualità pluriennale. È fondamentale che il Comune di Messina e quindi la collettività abbiano un ritorno e garanzie di fruibilità degli impianti sportivi. Il Celeste? Abbiamo troppi impianti non a norma, potrebbe essere un’opportunità quella di farlo utilizzare anche a società più piccole, anche a livello identitario per ciò che rappresenta pure per me che ci sono cresciuta da spettatrice”.

Secondo Russo l’Amministrazione è stata troppo distante rispetto al calcio: “Gli imprenditori investono per un obiettivo economico ma dovrebbero farlo anche perché realmente innamorati della squadra e questo deve sentirlo anche il sindaco. Bisognare investire nel calcio a 360 gradi, come fanno in altre città, dove è possibile visitare e sfruttare lo stadio tutta la settimana e fare girare l’economia. Non si può soltanto pensare a un contenitore di partite, peraltro nemmeno di livello professionistico come oggi. I tifosi messinesi non sono soddisfatti di questa gestione e credo sia sotto gli occhi di tutti”.





