Il nuovo allenatore del Messina è Vincenzo Feola, accolto al “Franco Scoglio” dal presidente Justin Davis e dal vice Morris Pagniello. Con l’ormai ex tecnico giallorosso Pippo Romano un breve colloquio finalizzato a un’eventuale rescissione, che però non si è concretizzata. L’ex bandiera del Licata resta quindi sotto contratto.

Romano ha avuto il merito di firmare un’incredibile rimonta, impronosticabile in estate dopo la retrocessione dalla Lega Pro, con il breve interregno di Giuseppe Peditto, operativo prima della liquidazione giudiziale disposta dal Tribunale fallimentare. È lui stesso a commentare le ultime frenetiche ore ai nostri microfoni: “La società mi ha chiesto di valutare una risoluzione consensuale ma non abbiamo raggiunto l’intesa. Non hanno mai pensato di riaffidarmi la squadra anche perché il mio successore era già presente al campo. Dispiace congedarsi così, volevo lasciare salvando sul campo il Messina dopo mesi intensi e faticosi, anche mentalmente”.
Resta appunta la grande scalata dal -14: “Sono sereno, soddisfatto e orgoglioso per quanto fatto ma mi aspettavo più rispetto e un po’ di riconoscenza, non tanto per il mio passato a Messina ma perché ottenere 29 punti è stato incredibile. Abbiamo allestito la rosa in una settimana e siamo partiti subito, senza svolgere la preparazione estiva. Mi sono buttato all’inizio in una situazione difficile, tra la penalizzazione e l’incertezza assoluta sulla proprietà, che era contestata dall’ambiente”.

Il feeling con la nuova proprietà non è mai scoccato e il Racing City Group non ha probabilmente gradito l’involuzione di gioco: “Dopo i risultati negativi con l’Athletic Palermo e la Sancataldese hanno optato per l’esonero. La nuova dirigenza si aspettava di fare ancora meglio dopo il suo insediamento ma in serie D è difficile vedere il calcio di Guardiola e lo spettacolo. Bisognava soltanto fare punti e non potevamo perdere altro terreno, altrimenti sarebbe stato complicatissimo rimontare”.
L’addio definitivo di Romano segue quello del direttore sportivo Giovanni Martello, che aveva tolto il disturbo in anticipo, stupendo tanti osservatori: “Chiedevamo giocatori che poi non arrivavano e all’epoca c’era l’ipotesi di un approdo di Ninni Corda nell’organigramma, quindi il direttore preferì dimettersi. Con un cambio di proprietà è normale che gli scenari possano cambiare ma va detto che la proprietà aveva ripetuto che non avrebbe toccato nulla. Poi con l’arrivo di Luca Evangelisti mi sembra sia andata diversamente”.

Dopo quindici operazioni di mercato, undici in entrata, si è concluso subito anche il breve interregno di Alessandro Parisi, che Romano commenta così: “Chi mette i soldi comanda ma c’è il rischio di compiere scelte impulsive, che non devono prevalere sul resto. Alessandro è un amico, è stato lanciato in una situazione difficile e dopo tanti anni nei settori giovanili non è mai semplice esordire così. Sperava di proseguire il mio lavoro e non si meritava questo epilogo. Ripartirà comunque dal vivaio, gli auguro il meglio”.





