Il Messina, senza preparazione estiva ma rinvigorito dalla vittoria di San Cataldo, è pronto a ospitare il quotato Gela. “Sicuramente conosciamo il valore dell’avversario, perché è una squadra che nei singoli e nel collettivo può fare un campionato importante. Per cui noi dobbiamo giocare una gara attenta, concentrati, e cercare di sfruttare quell’arma in più che potrebbe essere il rientro dei nostri tifosi”.

La Curva Sud (sono un migliaio i tagliandi venduti in prevendita) può davvero cambiare le sorti della stagione: “Io li conosco abbastanza bene, per cui so che tipo di supporto ci possono dare. Sicuramente ci daranno una grande mano, perché capiscono che abbiamo avuto delle difficoltà in questo inizio di stagione. Per cui ci supporteranno e ci daranno quella spinta necessaria per annullare il gap a livello tecnico con la squadra avversaria”.
Pesa ovviamente l’essere partiti soltanto a fine agosto, in grandissimo ritardo: “Ho chiesto sacrificio e voglia. È quello che in questo momento dobbiamo mettere in campo. È normale che rispetto agli altri avversari siamo in ritardo, perché gli altri sono partiti un mese e mezzo prima. Noi dobbiamo sopperire a queste lacune con lo spirito giusto, dovremo metterci tutti noi stessi per cercare di fare risultati”.

Le assenze di Clemente e Saverino complicano i piani in mezzo al campo: “Abbiamo provato diverse soluzioni. Ho qualche dubbio anche sugli interpreti, per cui valuterò a mente fredda e poi a ridosso della gara comunicherò ai ragazzi chi scenderà in campo e chi partirà dalla panchina. Dobbiamo fare una gara intensa, con abnegazione, buttando il cuore oltre all’ostacolo”.
Chiaramente la settimana non è stata semplice, con il concreto rischio di una chiusura dell’attività dopo la liquidazione giudiziale: “Non è facile quando ti trovi in queste situazioni essere così concentrato e pensare esclusivamente al campo. Ho la fortuna di avere trovato un gruppo importante in questi venti giorni, che ha pensato esclusivamente al lavorare”.

Le partenze di Reis e Di Lazzaro riducono le rotazioni ma Romano è fiducioso: “Sono rimasti quasi tutti, a parte qualcuno che è voluto andare via. Tutti hanno accettato questa sfida, hanno voglia di mettersi in gioco e quantomeno di metterci la faccia, sapendo che siamo in una piazza importante dove ci sono un blasone e una storia, per cui tutti si devono calare in quella che è la realtà di Messina”.





