Il vecchio adagio sul “vino buono che migliora invecchiando” sembra calzargli a pennello, come testimoniano i 32 gol messi a segno nelle ultime due stagioni. A quasi 39 anni, Roberto Assenzio si è confermato un centrocampista in grado di fare la differenza. Nel campionato di Promozione può continuare a essere protagonista, come è avvenuto anche nella scorsa stagione con la maglia del Città di Villafranca. Fin qui però nessuna offerta rilevante ma l’ex Akragas e Città di Messina non vuole saperne di appendere le scarpe al chiodo. Troppo forte il richiamo del campo, del clima partita e dell’adrenalina, unita alla voglia di divertirsi facendo la cosa che ama di più.

Assenzio si dice pronto ad ascoltare offerte concrete: “In questa fase della mia vita finalmente sono riuscito a trovare una stabilità lavorativa. Probabilmente chi si avvicina a me crede che per questo motivo io metta in calcio in secondo piano ma non è affatto così. La tipologia di progetto che cerco non cambia perché non sono cambiato io. Anche a 38 anni do il massimo, cercando di lasciare il segno. Ciò che mi dispiace è che da parte delle società e dei dirigenti sto vedendo un po’ troppa improvvisazione. Dopo 32 gol in due anni credo che sia giusto non accontentarsi, abbassando il proprio livello. Ho entusiasmo e voglia di giocare, mia moglie mi prende in giro e dice che sono un eterno Peter Pan…”.
Assenzio commenta la sua ultima annata con il Città di Villafranca: “Dal punto di vista personale è stata una stagione eccellente, ho segnato 11 gol ma soprattutto ho guadagnato molto in entusiasmo e voglia di continuare a giocare. Dopo l’annata a Monforte ho anche pensato di smettere però a Villafranca mi sono davvero divertito, anche se alla fine il risultato di squadra non è stato quello che ci aspettavamo. Sono molto dispiaciuto per il lungo silenzio della società e le indiscrezioni su un possibile ridimensionamento, perché credo che si fossero gettate le basi per un progetto importante”.

Tante maglie indossate in carriera ma su quali siano state le esperienze più importanti Assenzio non ha dubbi: “Credo che le esperienze di Agrigento e Licata per me rappresentino davvero qualcosa di indimenticabile, non soltanto perché sono state vincenti. Nel calcio c’è un aspetto umano di cui si parla poco ma che non è secondario. Tuttora quando mi reco in quelle città i tifosi non perdono occasione per dimostrarmi il loro affetto e queste sono grandi soddisfazioni. Senza dimenticare la cavalcata straordinaria compiuta con il Città di Messina, da capitano, nella mia città”.





