Riviera, la fiducia di mister Mario Tomarchio: “Con il lavoro potremo riprenderci”

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Dopo le prime due settimane di lavoro, posso dire di aver trovato una società organizzatissima con una preparatrice atletica, due preparatori dei portieri, il presidente sempre presente e il fratello del presidente (Sandro De Domenico, ndr) il quale non fa mancare mai la propria vicinanza”.  Così inizia a rispondere alle nostre domande Mario Tomarchio, terzo e ultimo allenatore scelto dal Riviera per affrontare il torneo di Promozione, dopo i dimissionari Nino Naccari e Paolo Saglimbeni.

Non l’hanno per nulla sconfortato né la sconfitta casalinga d’esordio, patita sabato scorso per mano del Ghibellina, tra l’altro una delle due formazioni messinesi (assieme al Roccalumera) figuranti nel lunghissimo curriculum dell’esperto mister catanese, nè la precaria situazione di classifica (appena un punto all’attivo dopo le prime 4 partite): “La squadra proviene da un periodo un po’ travagliato nel quale si sono alternati tre allenatori, compreso il sottoscritto. Nell’ultimo match abbiamo disputato un ottimo primo tempo, mentre nella ripresa abbiamo subìto forse un calo fisico e mentale. E’ logico che i ragazzi fossero un po’ sbandati, ma con l’applicazione di tutti sono fiducioso nella possibilità di riuscire a tirarci fuori da questa situazione”.

Come valuta l’organico di squadra del Riviera?

Lo vedo ben assortito e penso, dal punto di vista tattico e tecnico, potremo trarre giovamento dai rientri di Cannistraci e Lipari. Peccato solo per l’infortunio a Monaco, un regista di grandissimo valore. Se l’attacco ha bisogno di rinforzi? No, anzi credo sia il settore meglio attrezzato con i vari Mangraviti, Lipari e Alessi”.

Quale sarà la sua impronta tattica?

L’ho trovata impostata con il 4-3-1-2, e penso sia il modulo ideale per le caratteristiche degli uomini a disposizione. Per come vedo il calcio, il centrocampoè  il reparto in cui si decidono le sorti di un match”.

Come lo vede questo girone B di Promozione?

E’ ancora troppo presto per pronunciarsi. Soltanto dopo le prime 7-8 giornate, si cominceranno a delineare più chiaramente i valori in campo”.

Mister, quella con il Riviera è la sua terza esperienza nella provincia di Messina. Che differenze sta notando rispetto al calcio dilettantistico catanese?

“Nel messinese prevale di più la tecnica, ma manca forse una cultura della “cattiveria” (in senso sportivo) che contraddistingue invece il versante etneo, dove si litiga (sempre sportivamente parlando) su ogni pallone”.

In conclusione, cosa si aspetta a livello personale da quest’esperienza con il Riviera?   

“Spero di poter portare avanti un progetto tecnico-tattico che sia in sintonia con il settore giovanile. E qui al Riviera, devo sottolinearlo, è bello vedere con quanto amore si curino i ragazzini. Se ci sono le basi per un discorso pluriennale? E’ ancora troppo presto per pronunciarsi in tal senso”.

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