Il ritorno al “Celeste” è più vicino. Manfredi: “Dalla Lega l’ok a utilizzare due stadi”

Lello ManfrediL'ex direttore generale dell'ACR Messina Lello Manfredi

Si è tenuto nella giornata di martedì l’atteso sopralluogo da parte degli incaricati della Lega Pro al “Giovanni Celeste”, che dall’anno prossimo dovrebbe tornare ad ospitare le gare casalinghe dell’ACR Messina. “L’incontro ha avuto un esito molto positivo – sottolinea il direttore generale Lello Manfredi –. Rappresentava una tappa molto importante ed adesso siamo molto fiduciosi. Hanno accolto la nostra idea. D’altronde nessuna delle altre 59 squadre di terza serie gioca in uno stadio da 42mila posti: è un insulto all’intelligenza”.

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Il “Celeste” tornerà a rappresentare la casa del Messina

Dall’ingegnere inviato da Firenze è arrivato un sì di massima al cambio di impianto, legato ad alcune prescrizioni che la società dovrà ottemperare: “Si tratta di accorgimenti finalizzati all’ottenimento dell’ok da parte di tutti i soggetti interessati. In queste settimane abbiamo già dialogato con tutti coloro che dovranno dare pareri, permessi e licenze”.

Manfredi assicura che non si tratterà di un punto di non ritorno: “Se dovessimo registrare un aumento di presenze tali da imporlo, ci risposteremmo al “Franco Scoglio” a stagione in corso, anche solo per una partita. Ad esempio per un Messina-Catania per il quale la capienza del “Celeste” potrebbe rivelarsi insufficiente”.

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Una immagine che risale allo scorso gennaio e testimonia l’attuale degrado della struttura

Quanti posti a sedere avrà la struttura di via Oreto dopo il restyling? “Potremmo richiedere un’agibilità di 7.500 posti a sedere per evitare numerose prescrizioni che vengono imposte oltre questo numero. È il caso ad esempio della video-sorveglianza. La nostra intenzione è di realizzare comunque questo impianto, per soddisfare appieno le esigenze degli organi di Vigilanza e controllo e arrivare così a quota 11.500”.

A redigere il progetto di adeguamento del “Celeste” non è stato Giovanni Ferlazzo, che ha curato le pratiche per l’agibilità degli impianti fin dall’era Franza, in occasione dell’inaugurazione del San Filippo: “Lo salutiamo e lo ringraziamo per l’encomiabile lavoro che ha svolto per dieci anni. Si è trasferito al Nord Italia per un incarico professionale. Motivo per il quale i nuovi incartamenti sono stati redatti dall’ingegnere Francesco Mento e dal suo staff. Confidiamo nel loro lavoro per trasformare in realtà un’idea che sembrava irrealizzabile”.

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