Playout amari per l’F24 Ghibellina: con la Virtus Ragusa non basta il 3-3

L’ultimo atto del Campionato Regionale di Serie C 2014/2015 di calcio a cinque femminile ha visto lo svolgimento delle finali playoff e playout. L’F24 Ghibellina – impegnato nei playout – pareggia per 3 a 3 sul campo della Virtus Ragusa e retrocede di fatto nel Campionato Provinciale di Serie D. Sulla base delle vigenti regole federali, la squadra iblea – avente il diritto di giocare la gara unica tra le mura amiche in virtù di un migliore piazzamento in classifica al termine della regular season – avrebbe infatti mantenuto la categoria anche in caso di pareggio.

Una fase di Virtus Ragusa - F24 Ghibellina Messina

Una fase di Virtus Ragusa – F24 Ghibellina Messina

La compagine di mister Drago – con un unico risultato a disposizione per raggiungere la salvezza – giunge al PalaParisi di Ragusa con la massima concentrazione, determinata a scrivere una pagina importante nel suo primo anno di storia. Dopo l’iniziale fase di studio tra i due quintetti, l’F24 Ghibellina riesce a colpire con le splendide reti dei suoi pivot Bea Rodriguez Calvo – al rientro da una lunga assenza – e di Angela Furnari, alla ventiduesima marcatura stagionale. Ogni tentativo della Virtus Ragusa viene arginato grazie alle parate del capitano Adriana Caristi ed alle chiusure difensive di Gessica Andaloro, Mara Armato e Lidia Buda: si va al riposo sul punteggio di 2 a 0 per le viola, decise a non abbassare la guardia per l’importanza della posta in palio.

La rosa dell'ASD F24 Ghibellina

La rosa dell’ASD F24 Ghibellina

Nella ripresa le ospiti continuano a stringere i denti ed a rendersi pericolose in avanti, ma il disperato forcing delle padrone di casa viene premiato dalle reti di Diara e Frasca, che chiudono i tempi regolamentari sul 2 a 2. Si va quindi agli extra time e su azione di contropiede ancora Bea Rodriguez Calvo porta le messinesi sul 3 a 2, gelando il PalaParisi. Il finale è da cardiopalma, con alcuni tiri liberi falliti e continui capovolgimenti di fronte da entrambe le parti. Ad una manciata di secondi dal termine dell’ultimo tempo supplementare – con la tensione alla stelle dentro e fuori dal rettangolo di gioco – il sogno dell’F24 Ghibellina viene però spezzato dal gol della ragusana Diara, che approfitta di un fortunoso rimpallo in area di rigore per depositare in rete un pallone pesante come un macigno.  Il triplice fischio del direttore di gara mette fine alle ostilità, ma le ragazze viola escono a testa alta dimostrando di non meritare l’impietoso verdetto del campo.

Angela Furnari

Angela Furnari

Si chiude così con rammarico un’annata controversa, con una giovane rosa alla continua ricerca delle giuste alchimie. Dopo un girone di andata avaro di soddisfazioni – con due soli successi all’attivo e numerose debacle interne – la squadra del patron Carmine Coppola ha mostrato nel girone di ritorno segni di evidente crescita, imponendosi sulle dirette concorrenti – Atletico Cefalù, Le Formiche Siracusa ed Acicatena – e dando del filo da torcere a formazioni di notevole calibro come Zafferana, Atene, Alcamo e Vigor San Cataldo. L’F24 Ghibellina si è inoltre messo in luce sotto l’aspetto comportamentale, risultando una delle società più corrette del torneo – ad un passo dalla Coppa Disciplina – e guadagnandosi più di una volta anche il plauso degli avversari di turno.  Le peloritane pagano purtroppo a caro prezzo l’inesperienza e la scarsa lucidità mostrata in più episodi nel corso dei vari match, insieme ad buona dose di sfortuna tra infortuni e defezioni. Prestazioni come l’ultima danno merito al costante lavoro svolto in questi mesi dallo staff tecnico, composto dal tecnico Massimiliano Drago e dal vice e preparatore atletico Paolo Pietro Comandè, dai preparatori dei portieri Luciano Rizzo e Giuseppe Arena, dall’accompagnatrice ufficiale Adele Mondello e dal collaboratore medico-sanitario Angelo Quattrocchi. Ma va soprattutto elogiato l’impegno di un gruppo rimasto coeso anche nei momenti di maggiore difficoltà: un segnale importante per costruire un futuro più roseo, con un progetto societario concreto ed ambizioso.

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