Verso il debutto in campionato. Il direttore generale dell’Acr Messina, Giuseppe Peditto, fa il punto ai canali ufficiali del club dopo la corsa contro il tempo per l’allestimento dell’organico. Ecco le sue prime parole: “Parlo dopo che si è lavorato, come abbiamo già fatto anche in passato. In questo momento stiamo sviluppando il nostro progetto societario per essere pronti al momento in cui effettueremo il passaggio delle quote, forse anche prima dell’omologa del Tribunale. Il lavoro grosso lo hanno fatto il direttore sportivo e tutto lo staff tecnico con lo sviluppo di una squadra importante che darà soddisfazione sul campo perché suderà la maglia in ogni partita. Dal punto di vista societario ci siamo già organizzati con i nostri sponsor e grazie all’intervento anche dei nostri avvocati stiamo sviluppando il progetto”.

“Messina è una piazza che merita calcio e che deve tornare con lo stesso entusiasmo che avevamo dieci, quindici anni fa – sottolinea l’ex dirigente di Milazzo e Leonzio –. Il pubblico è la parte fondamentale, la più importante, perché ci permetterà di crescere e di dare ancora più entusiasmo a questi ragazzi che sono veramente stupendi. Quello che diventa importante è che la gente si metta intorno a noi, perché il Messina è l’Acr. Noi abbiamo bisogno dei nostri tifosi e i nostri tifosi hanno bisogno dell’odore dell’erba, di vedere quelle undici magliette giallorosse che corrono nel campo. La gente ha bisogno del Messina e il Messina ha bisogno dei suoi tifosi, dando un taglio netto col passato, perché già c’è stato e sarà ancora più netto, a breve”.
L’auspicio del dg per l’esordio al “Franco Scoglio” con l’Athletic Club Palermo: “Sono fiducioso perché c’è un lavoro importante fatto con lo staff, i ragazzi sono gasatissimi perché hanno capito l’importanza di indossare questa maglia e rappresentare la nostra città. Il campo poi giustamente darà la sua sentenza definitiva, questo è normale, ma giocheranno e suderanno e spero di vedere questo stadio con i nostri tifosi a supporto. Abbiamo bisogno di voi. Perché ho scelto Messina? La amo, per Messina ci si innamora, si lotta, si suda e si soffre. E quindi non la potevo lasciare”.





