Palermo, l’iscrizione alla B è a serio rischio. Battaglia legale per evitare la D

PalermoLa tifoseria del Palermo

L’anno scorso era toccato al Bari, adesso potrebbe essere il turno del Palermo, a conferma che fare calcio al Sud è sempre più difficile. La nuova proprietà dei rosanero ha trasmesso soltanto via Pec, al fotofinish, la fideiussione da 800mila euro (rilasciata da una compagna assicurativa bulgara) richiesta dalla Lega di B, mentre martedì mattina sarà consegnata anche la versione cartacea.

Il risultato è che, nonostante le nuove regole più restrittive volute dalla Figc per B e C dopo un’estate caratterizzata da ricorsi e format stravolti, anche quest’anno le iscrizioni ai campionati potrebbero avere una coda in tribunale. Perché allo scoccare della mezzanotte, da quest’anno termine ultimo per l’ammissione, la domanda presentata dal Palermo rappresenta un autentico giallo.

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Il tecnico Pasquale Marino e il presidente Salvatore Tuttolomondo

I regolamenti parlano chiaro: l’originale della garanzia andava depositato presso la sede della Lega. Come ricostruisce la Gazzetta dello Sport, a Milano hanno atteso invano fino a mezzanotte l’arrivo in aereo da Roma degli incartamenti. A spiegare perché non siano partiti dalla Sicilia è stato il presidente Salvatore Tuttolomondo, ai microfoni del Giornale di Sicilia: “Due pec attestano la piena operatività della nostra garanzia fideiussoria. Per un problema tecnico non imputabile al Palermo verrà consegnata manualmente soltanto nelle prossime ore. È stata richiesta e pagata già la scorsa settimana. Abbiamo completato tutta la procedura telematica alle 23,59″. 

Il Palermo, che soltanto qualche settimana fa sognava il ritorno in A, potrebbe appigliarsi anche all’entità dei pagamenti da effettuare, sui quali si è aperto un caso con la Lega, che prima ha quantificato in 1,8 milioni le somme da versare, poi ridotte sensibilmente a 328mila euro in una Pec inviata a ridosso della scadenza alla società. Il nodo del conto corrente pignorato con un attivo di 1,7 milioni ha aperto poi un altro dibattito: i soldi erano utilizzabili per i pagamenti o riservati ai creditori?

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I sostenitori rosanero hanno presidiato per ore lo stadio “Barbera”

Il Venezia, prima squadra in lista per l’eventuale riammissione, è pronto a dare battaglia legale e si è già attivato per fare valere le sue ragioni, dopo la paradossale cancellazione dei playout, poi disputati regolarmente e costati il declassamento in C. Saranno determinanti i pareri di Deloitte e Covisoc (3-4 luglio), poi la parola finale la darà il Consiglio Federale del 12.

Al “Barbera”, presidiato dalle forze dell’ordine, si sono vissute intanto ore di grandissima tensione, tra cori e petardi da parte della tifoseria inviperita per un epilogo clamoroso e ritenuto inaccettabile. Se l’esclusione dei rosanero dovesse essere confermata, non resterà che aggrapparsi alla possibilità di ripartire dalla D, già sfruttata due stagioni fa dall’Acr Messina e l’estate scorsa da ben sei club: oltre al Bari, Avellino, Cesena, Andria, Modena e Reggiana, inseriti in soprannumero.

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L’ingresso della sede del Palermo

Uno scenario da incubo per i sostenitori rosanero e magari anche per gli avversari, che temono di ritrovarsi di fronte un avversario di grande blasone e ambizioni. Tornerebbe se non altro, dopo qualche anno di assenza, un derby molto suggestivo. Ma neppure questa suggestione allontana la conferma che il sistema calcio è al collasso e al Meridione nessuno può davvero ritenersi immune dallo spettro dei fallimenti e dell’azzeramento dei risultati ottenuti sul campo.

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