Obbedio: “Cazzarò non è in discussione. Il mercato si è sbloccato tardi”

Acr MessinaLa delusione dei calciatori dell'Acr Messina a fine gara (foto Nino La Macchia)

Il direttore sportivo Antonio Obbedio è costretto a commentare un’altra sconfitta, la terza consecutiva, subita contro l’Acireale, al terzo successo in altrettanti stagioni in riva allo Stretto: “Brucia perché reputo che il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio, soprattutto per quanto visto fino all’espulsione di Fragapane. Non è stato semplice rimanere in inferiorità numerica contro una squadra che palleggia bene ed è composta da brevilinei”.

L’ex dirigente della Lucchese non boccia totalmente la prova dei suoi, soprattutto nella ripresa: “Mi è piaciuta molto la reazione della squadra nell’ultima mezzora anche se non è stata veemente. Abbiamo cercato fino alla fine di pareggiarla, come dimostrano le occasioni di Crucitti e Orlando, anche se la seconda è stata un po’ fortuita”.

Bruno

Bruno si aggrappa a un avversario (foto Nino La Macchia)

L’Acr è stato bucato subito in avvio e poi poco prima dell’intervallo: “Conta poco quando prendi il gol, conta se lo subisci. Sul primo le marcature erano quelle stabilite, sul secondo il difensore ha avuto un attimo di sbandamento. Peccato perché l’allenatore aveva lavorato per una settimana sulla palla scoperta e sull’attacco della profondità da parte dell’attaccante. Cerco di guardare gli aspetti positivi: rispetto a Troina abbiamo fatto un grande passo avanti, soprattutto dal punto di vista del gioco”.

Tra le poche note liete l’esordio degli ultimi due acquisti: Cristiani non giocava una partita da cinque o sei mesi e abbiamo dovuto farlo uscire per non rischiare eventuali infortuni. Promuovo almeno in parte anche Bruno, che non aveva i novanta minuti nelle gambe. La squadra è stata assemblata in corso d’opera, dopo un mercato difficoltoso. I giocatori di spessore, con un passato e qualità importanti attendono fino alla fine un contratto in serie C e soltanto dopo accettano di venire a Messina per fare una D di un certo livello. Soltanto se noi fossimo stati il Bari dell’anno scorso avremmo avuto venti giocatori già bloccati a metà luglio. Noi abbiamo costruito gradualmente la rosa e il mercato non è ancora concluso”.

Michele Cazzarò

Le proteste del tecnico Michele Cazzarò (foto Nino La Macchia)

Al di là degli alibi, il -6 dal Palermo e il -4 dal Savoia pesano già tantissimo: “Sarei un bugiardo se dicessi che mi aspettavo tre sconfitte consecutive, compresa la Coppa. Però faccio questo lavoro da tanti anni e in fase di analisi tengo conto delle difficoltà legate agli acquisti di calciatori di un certo tipo. L’allenatore allena ma sono loro che vanno in campo e fanno la differenza con certe giocate. Non me l’aspettavo ma ci può stare una partenza ad handicap”.

Le vittorie dell’Acireale a Messina negli ultimi due anni sono costate la panchina a Venuto e Infantino. Cazzarò non dovrebbe subire la stessa sorte, almeno a sentire Obbedio: “Per quanto mi riguarda resta al suo posto. In questo momento è l’ultimo dei responsabili. Ci vogliono tempo e pazienza perché altrimenti rischiamo di andare in confusione. Trasmettere il proprio credo a una squadra totalmente nuova non è facile. Abbiamo preso tanti under provenienti da categorie diverse, come Saverino che dopo essere partito bene ha avuto un calo fisiologico”.

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