Nibali riabbraccia Messina: “Che prestigio il Tour! Ora penso al Mondiale”

La città dello Stretto può celebrare finalmente il suo campione, Vincenzo Nibali, in una lunga serie di eventi voluti dal Fan Club Messina Centro in collaborazione con l’Amministrazione. Prima del bagno di folla al Teatro Vittorio Emanuele, dove è arrivato a bordo di una limousine subito presa d’assalto dai tifosi alla ricerca di una foto ricordo o di un autografo, una lunga conferenza stampa in cui lo “Squalo” ha trattato svariati argomenti.

Il Teatro Vittorio Emanuele addobbato a festa per celebrare Vincenzo Nibali (foto Giovanni Mazzullo)

Il Teatro Vittorio Emanuele addobbato a festa per celebrare Vincenzo Nibali (foto Giovanni Mazzullo)

Dal sindaco Renato Accorinti il primo saluto al trionfatore dell’ultimo Tour de France: “Benvenuto a nome dell’intera città, questa è una giornata speciale. Vincenzo rappresenta oggi l’eccellenza ed offre la speranza per realizzare un cambio da tutti i punti di vista. Lo ricordo a scuola media, poi si è fatto le ossa, prima qui e successivamente in Toscana. Oggi riceve l’abbraccio della città, siamo fortunati ad averlo qui ed inaugureremo con lui la pista ciclabile, utile a rendere più vivibile Messina”. Il presidente del Fan club a lui dedicato, Andrea Drago, non nasconde la sua emozione: “Siamo onorati, il nostro fan club è nato da appena sette mesi e gli abbiamo subito portato fortuna nella sua vittoria più bella. Volevamo che ci fosse una presenza costante da parte di Messina ed è stata una emozione indescrivibile accompagnarlo a Parigi”.

Vincenzo Nibali ha quindi sfogliato l’album dei ricordi, relativamente alla recente affermazione a tinte gialle che lo ha consegnato alla storia del ciclismo:La vittoria nella tappa di Sheffield è stata importante, proprio per cercare di guadagnare posizioni in classifica e per le ammiraglie. Una tappa movimentata, nella quale, dopo diversi attacchi, a 2 km dalla fine, ho sfruttato il momento affidandomi all’istinto, riuscendo a vestire la maglia gialla. C’era tanto vento e temevo di essere risucchiato dal gruppo, ma è andato tutto per il verso giusto”.

La limousine a bordo della quale lo "squalo dello Stretto" ha raggiunto il Vittorio Emanuele (foto Giovanni Mazzullo)

La limousine a bordo della quale lo “squalo dello Stretto” ha raggiunto il Vittorio Emanuele (foto Giovanni Mazzullo)

A chi gli chiede se le strade di Messina, percorse agli inizi della sua carriera, possano averlo aiutato, spiega: “Le strade dei colli sono molto tortuose e bisogna essere abili nelle curve, ma il pavè è diverso, sembra una via di mezzo tra mountain bike e ciclocross. Da ragazzino mi allenavo anche sulla mountain bike e ciò mi ha aiutato molto. Avevo fatto delle ricognizioni e non ho avuto delle difficoltà al Tour, l’unica paura poteva essere la pioggia, ma non è accaduto nulla di particolare”.

Tra i tanti complimenti ed i messaggi d’affetto ricevuti Nibali ne ricorda alcuni: “Le parole di Alfredo Martini sono sempre molto toccanti. Lo conosco da tanti anni, da quando correvo in Toscana prima di diventare professionista. Ho ricevuto grandi elogi, anche dal sindaco di Messina Accorinti, dal presidente Napolitano e da Renzi”.

Nibali arriva al Vittorio Emanuele dove è accolto dai tifosi festanti (foto Giovanni Mazzullo)

Nibali arriva al Vittorio Emanuele dove è accolto dai tifosi festanti (foto Giovanni Mazzullo)

La vacanza a Messina ha rappresentato l’occasione per godersi il Ferragosto come non gli accadeva da tempo. “Da diversi anni – spiega Nibali – non ero presente alla Vara e questa è stata l’occasione per farla vedere a mia moglie”.

Vuelta, Giro d’Italia e Tour: nel palmares dello Squalo dello Stretto ci sono adesso le tre grandi corse a tappe. “Gare diverse, in calendario in diversi momenti della stagione. In comune hanno la durata di 21 giorni, ma i percorsi sono differenti. Il Giro lo amiamo tutti, attraversa il nostro Paese da Nord e sud, e ci sono delle salite mitiche. Il Tour è la corsa più famosa, in quanto più antica, vinta da grandissimi corridori e gode dell’attenzione dei media a livello internazionale. Le salite del Tour sono adatte a corridori più resistenti, come me. La Vuelta arriva invece a fine stagione, con le forze, sia fisiche che mentali, quasi esaurite ed è l’ideale per gli scalatori puri”.

L’obiettivo Mondiale, adesso, pare più vivo che mai: “A Mastromarco, durante i festeggiamenti, mi sono incontrato con Davide Cassani e ne abbiamo parlato a lungo, programmando un avvicinamento adeguato, perché possa arrivarci in buone condizioni. Passerò per le Tre Valli varesine, la Coppa Bernacchi e l’Agostoni. Inoltre mi attendono il Trofeo Pantani ed una preparazione in montagna”.

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