La priorità era limitare i danni e, senza la prematura espulsione di Di Cristina, il Messina avrebbe probabilmente contenuto le proporzioni del ko all’esordio in Coppa Italia. Fermo restando che la Vigor Lamezia ha anche rallentato i ritmi nella ripresa, senza probabilmente affondare il colpo. Difficile pretendere di più da un gruppo giovanissimo, allestito nell’arco di appena 36 ore, nel tentativo di evitare almeno una rinuncia, come accade otto estati fa, in Acireale-Messina, gara d’esordio della contestata gestione Sciotto.

Che si presentò disertando la “prima”, dopo che gli acesi avevano già venduto svariati biglietti… Un avvio shock profetico, considerando i passaggi a vuoto che hanno caratterizzato senza soluzione di continuità la condotta dell’attuale proprietà. E un altro inizio ampiamente in salita era preventivato e preventivabile dopo l’ennesima estate caratterizzata da interminabili trattative societarie, senza dedicare un solo minuto al calcio giocato, che da tempo è diventato un dettaglio trascurabile in riva allo Stretto.
La vera stagione del Messina, scattata con un mese di ritardo rispetto alle contendenti, inizierà lunedì, quando la nuova proprietà dovrà dimostrare di avere le idee chiare e le potenzialità per raddrizzare una barca che ha perso la rotta e imbarca acqua. Il -14, che dovrebbe anche essere rivisto al rialzo, è un’eredità pesantissima, come l’ultimo decennio, che ha azzerato l’entusiasmo ma non ha intaccato la passione, come ha dimostrato la presenza di un gruppo di irriducibili anche a Lamezia.

Ad inizio settimana in città sono attesi il direttore sportivo in pectore, Antonio Palermo, e il papabile tecnico del futuro, Eduardo Imbimbo, che dovranno discutere con Giuseppe Peditto e i suoi collaboratori i dettagli del possibile accordo. Poi ci saranno due settimane di tempo, il rush finale di mercato e la finestra degli svincolati, per cercare di allestire una rosa in grado di esprimersi dignitosamente e recuperare il pesantissimo passivo in classifica. Serve un’impresa, al netto del dialogo con il Tribunale, che monitora la delicata situazione contabile del club.
In rosa vi sono appena cinque over e tanti giovanissimi, e soltanto il portiere Gennaro Paduano, 2003 ex Manfredonia, il centrocampista Daniel Casazza, 2002 ex Albalonga, e l’attaccante Angelo Azzara, 1996 che vanta una lunga militanza in Eccellenza, con una sessantina di reti, sono in grado di garantire un po’ di esperienza. Servirà ben altro ma puntare il dito contro l’undici guidato da Giovanni Cirino o lamentarsi per la divisa inedita, probabilmente rimediata in extremis, ha poco senso. La corsa contro il tempo è scattata e per convincere i tanti scettici servirà un piccolo miracolo sportivo. Le prossime settimane chiariranno se possono esserci le premesse o se il Messina vivrà l’ennesima stagione mortificante, in linea con le tormentate annate precedenti.





