Per i primi due innesti invernali si attende soltanto l’ufficialità. Il portiere Matteo Giangregorio ha infatti rescisso il precedente contratto con il Termoli, con cui ha disputato soltanto una gara di Coppa Italia. L’ex Benevento (48 le presenze nel florido vivaio giallorosso), saluta il girone F e la provincia di Campobasso e riparte dal Messina, nel concentramento più meridionale.

Si tratta di un classe 2006: la disponibilità di un under tra i pali consentirà al tecnico Pippo Romano di finalmente impiegare un over in più tra i calciatori di movimento. Non è chiaro se questo sarà possibile già dal match di domenica con la Vibonese. Era stata raggiunta in precedenza l’intesa con il difensore svincolato Ranieri Ruffino, classe 2004 con 35 gare alle spalle in D, già compagno di capitan Garufi a Ragusa. Un’alternativa in più sulla corsia sinistra, in attesa degli acquisti più “pesanti”.
Il direttore sportivo Giovanni Martello è infatti in contatto con svariati calciatori e ha raggiunto alcune intese di massima. Gli obiettivi sono un centrocampista, una punta centrale, invocata dallo staff tecnico, e una seconda punta, che sarà Calogero Minacori se verrà liberato dalla Luparense. Il 25enne italo-tedesco è stato grande protagonista nel Licata, con 37 reti e 11 assist complessivi, ed è pronto a riabbracciare un ds e un tecnico che lo hanno valorizzato al meglio.

Ma il mercato è ufficialmente chiuso fino a dicembre e quindi le società di appartenenza spesso fanno muro. È il motivo per cui il club prova a limitare gli spifferi sui nomi più attesi, in mezzo al campo e in avanti. Gli ostacoli non mancano. Dalla legittima voglia dei club di non concedere la rescissione agli “scontenti” al rischio di potenziali aste con altri acquirenti. Il Messina, tuttora vincolato al Tribunale, ha infatti meno margini di manovra.
Racing City Group e Global Capital hanno effettuato un nuovo versamento dopo l’acquisto del ramo d’azienda del club, per coprire le spese maturate nelle settimane successive all’asta fallimentare, tra stipendi, vitto, alloggio e trasferte. Per gli acquisti occorrono l’autorizzazione del giudice delegato Daniele Carlo Madia e la firma della curatrice fallimentare Maria Di Renzo. Al di là dei formalismi, l’esercizio provvisorio, prorogato fino al prossimo 10 dicembre, sta però rallentando le operazioni.

La mancata affiliazione del neonato A.C.R. Messina 1900, una Ssd, ovvero una società sportiva dilettantistica, comporta un’evidente maggiorazione dei costi. Il Messina resta tuttora una Srl, una società a responsabilità limitata, la forma giuridica più diffusa tra i professionisti. Motivo per il quale anche la tassazione prevista è molto più elevata.
Anche se retrocesso in D, l’Acr deve effettuare insomma versamenti più corposi all’erario, che erodono quasi la metà delle somme stanziate, riducendo sensibilmente anche quanto viene riconosciuto ai tesserati. Lo stesso discorso vale anche per le proposte economiche avanzate ai potenziali nuovi acquisti. La curatela ha poco margine di manovra e dopo la liquidazione giudiziale deve semplicemente seguire i procedimenti imposti dalle normative. Ecco perché il mercato sembra non decollare, nonostante le aspettative della piazza.

Mentre la proprietà italo-australiana annuncia l’arrivo di Francesco Totti e altre stelle internazionali all’evento del prossimo 1 dicembre, resta più faticoso chiudere le operazioni sul mercato degli svincolati. L’auspicio è che il passaggio di consegne possa sbloccarsi presto, magari anche prima della risoluzione della querelle legata alla fideiussione, che sarà comunque escussa. Lasciarsi alle spalle il debito sportivo impone chiaramente spese supplementari, che non a caso hanno scoraggiato tutti gli altri interessati all’asta fallimentare. Concludere l’esercizio provvisorio e sposare una forma giuridica adatta alla serie D abbatterebbe i costi e sbloccherebbe l’impasse. Dando finalmente il via all’agognato nuovo corso.





