Messina, tra infortuni e squalifiche per Lucarelli difesa da inventare

Il tentativo dalla distanza di Palumbo

Senza BrunoPalumbo, fermati dal Giudice sportivo, insieme a Madonia, costretto a scontare il secondo turno di squalifica. E poi l’infortunio di Rea nella ripresa della gara con il Catanzaro e l’indisponibilità di Grifoni (dovrebbe rientrare nel derby del 25 febbraio) per l’incidente occorsogli nel match di Foggia e che è risultato comunque meno grave del previsto. Da valutare c’è inoltre Foresta, apparso sulla via del recupero dopo lo stop per una fastidiosa pubalgia, ma lasciato fuori dalla sfida di sabato scorso. Nemmeno il tempo di godersi l’ultima vittoria per Cristiano Lucarelli che, oltre alle note vicissitudini societarie che lo hanno indotto già al lungo sfogo di sabato, deve preparare un altro delicato scontro diretto dovendo fare i conti con tanti problemi di formazione.

Cristiano Lucarelli

Cristiano Lucarelli dà indicazioni dalla panchina

Al “Marcello Torre” di Pagani, dove il Messina si troverà opposto all’ex Grassadonia, il tecnico giallorosso dovrà letteralmente inventare il pacchetto arretrato. De Vito, in pratica l’unico superstite tra i titolari, potrebbe far coppia in mezzo con Maccarrone. Si scaldano, quindi, Saitta e Marseglia per completare il reparto. A centrocampo e in avanti Lucarelli dovrebbe confermare invece il resto della squadra che ha superato con una grande rimonta il Catanzaro, sancita dalle reti dei neo acquisti Anastasi e Da Silva.

Anastasi stacca di testa

Una vittoria arrivata peraltro in una giornata in cui quasi tutte le dirette rivali per la salvezza hanno mosso la classifica, a cominciare proprio dalla Paganese, impostasi in trasferta contro il Monopoli ed appaiata a quota 27 a Musacci e compagni. Alle loro spalle, tre lunghezze più indietro, a delimitare la zona playout, c’è la coppia formata da Taranto e Akragas, protagoniste di due grandi imprese contro Foggia e Catania. La Reggina, a 23 dopo il pari di Cosenza, è sembrata in crescita, così come la Vibonese, che ha spezzato il digiuno passando a Caserta e scavalcando in graduatoria il Melfi, adesso fanalino di coda.  A tredici giornate dalla conclusione il finale di campionato è ancora tutto da scrivere. Se in casa il Messina non ha fallito un colpo nelle quattro più recenti apparizioni, fuori viene invece da cinque sconfitte consecutive. Ad Agrigento, lo scorso 20 novembre, l’ultimo punto conquistato lontano dal “Franco Scoglio”.

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