Messina-Benevento, le giocate anomale denunciate venerdì alla Procura Figc

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La Procura Federale ha acceso i riflettori su Messina-Benevento e non lo ha fatto dopo il fischio finale ed il roboante e inatteso 0-5 maturato sul campo. Già venerdì alle 21 l’ACR aveva presentato una denuncia relativa alle giocate anomale registrate nelle agenzie di scommesse. A confermarlo il legale del club Giovanni Villari: “Quando si apprendono notizie di possibili comportamenti anti-sportivi, le società hanno l’obbligo di denunciare la circostanza. Il presidente ha appreso dai social di scommesse anomale sull’eventuale pareggio. E quindi si è comportato di conseguenza”. Anche per non incorrere nell’omessa denuncia, come prevede il Codice di Giustizia Sportiva.

L'avvocato Giovanni Villari ai nostri microfoni

L’avvocato Giovanni Villari ai nostri microfoni

Ma a Roma che Messina-Benevento avrebbe potuto riservare sorprese lo sapevano già da prima della denuncia cautelativa dell’ACR. La Procura Figc era già stata informata, probabilmente da alcuni organi di controllo, e non a caso aveva attivato il relativo protocollo ed effettuato i propri accertamenti. Al termine della gara del San Filippo sono stati interrogati alcuni tesserati di entrambi i club e questo giustifica anche l’amarezza del tecnico ospite Gaetano Auteri e del difensore peloritano Luca Martinelli in sala stampa.

Una procedura che ha sicuramente turbato i rispettivi spogliatoi, informati in merito già nella serata di venerdì, ma che non dovrebbe avere ulteriori strascichi: “A mio parere la denuncia del Messina verrà presto archiviata – aggiunge Villari – Una circostanza simile non si era mai verificata quest’anno. La società è totalmente estranea a questi fatti e l’allarme si è rivelato peraltro una bufala, dal momento che il risultato ipotizzato evidentemente non si è realizzato”.

Messina

Il Messina non riesce proprio a risollevarsi, dopo il positivo avvio di stagione

Dopo la pausa per il week-end, lunedì il Tribunale Federale Nazionale riprende intanto la camera di consiglio dedicata al processo “Dirty Soccer”. Saranno necessarie almeno 48 ore per conoscere le decisioni in merito alle pesantissime richieste sanzionatorie avanzate dall’accusa. Il pool di legali che assiste Arturo Di Napoli si è prodigato per cercare di fornire elementi utili a discolpare il tecnico, che paga principalmente il legame con il responsabile dell’area tecnica de L’Aquila Ercole Di Nicola, non a caso già condannato in precedenti filoni d’indagine.

“Nella memoria difensiva abbiamo evidenziato la presenza di un bonifico da 2.500 versato dal dirigente abruzzese all’allora tecnico del Savona, un paio di settimane prima della partita tra le loro due squadre, che si presume combinata – rimarca ancora Villari -. Si tratta di una tranche dello stipendio di Gizzi, un semplice acconto che i liguri reclamavano fin dall’estate, come dimostra la fitta rete di telefonate intercorse tra i due tra giugno e dicembre. Nessuno d’altronde paga prima un’ipotetica scommessa per una gara che ancora si deve disputare. Un elemento che dovrebbe evidenziare ulteriormente la totale estraneità ai fatti contestati da parte di Di Napoli, che cercheremo eventualmente di ribadire anche nei successivi gradi di giudizio. Colgo intanto l’occasione per ringraziare tutti i collaboratori del mio studio per l’analisi delle 1.600 pagine di tabulati, ricevuti dalla Wind soltanto a qualche ora dal termine relativo al deposito delle memorie difensive. È stata una corsa contro il tempo, speriamo decisiva”.

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