Si è conclusa con una prestigiosa medaglia di bronzo l’avventura della “messinese” Lilia Malaja in Svizzera, ai Mondiali di Maxibasket, nella categoria Over 50. L’atleta di origine bielorussa, cittadina italiana dal 2003, vanta una lunghissima militanza in città, in quella che rappresenta ormai una seconda casa.

E nella manifestazione continentale, una vera e propria “Olimpiade” considerando la grande partecipazione degli atleti (oltre tremila, divisi in trenta squadre), è anche tornata per una sera in panchina. Lilia indossava gli inediti colori dell’Ucraina, funestata dalla guerra ormai da tre anni e mezzo, considerando che le altre Nazionali per cui ha giocato in carriera, Russia e Bielorussia, sono al momento escluse dalle manifestazioni ufficiali per le note esclusioni del Comitato Olimpico Internazionale.
Malaja ha viaggiato a 16 punti di media nelle prime cinque gare, vinte contro Ecuador, United Kingdom, Svizzera, Bolivia (con l’high score di 21 punti) e Germania. Nella semifinale con la Polonia ha purtroppo accusato un problema muscolare, che l’ha costretta al forfait, condizionando probabilmente anche la corsa verso la finale delle gialloblù. Il titolo è andato al Brasile, vittorioso per 64-62 contro la Polonia. Terzo gradino del podio invece per l’Ucraina, che ha battuto per la seconda volta le padrone di casa della Svizzera per 61-52.

Per una sera Malaja è tornata a guidare le compagne dalla panchina, considerato il forfait per infortunio. La medaglia impreziosisce una carriera infinita, che nel 2020 le è valsa la Palma di Bronzo del Coni per meriti tecnici. Dopo l’oro agli Europei con la Russia nel 1984, ha giocato tra Polonia, Spagna, Francia, Israele e Italia. Con Rovereto anche le sfide alla Polisportiva Rescifina Messina presieduta da Antonio Rescifina, che poi è divenuto suo marito. Da allora tanto basket anche da bordo parquet e tante indicazioni alle sue allieve. Probabilmente era destino che dovesse riaccomodarsi in panchina anche in Svizzera…





