Lo 0-0 al debutto in campionato con l’Athletic Club Palermo lascia ben sperare. Il direttore sportivo Giovanni Martello ha apprezzato la prova del Messina, in ritardo di preparazione rispetto a tutte le rivali e senza il proprio tecnico in panchina, Romano (squalificato per due turni, ndr), sostituito dal vice Savanarola: “L’incognita era scontata. Una squadra totalmente nuova, con cinque allenamenti, di cui il primo non lo possiamo considerare tale, è chiaro che non ci aspettavamo chissà cosa. Sinceramente sono contento perché ho visto lo spirito giusto, battagliero, quello che deve avere questa squadra dall’inizio alla fine. Ho visto un gruppo unito, che ha lottato su ogni palla, che si è aiutato. Certo c’è ovviamente tanto da fare. Però se i presupposti sono questi, insomma, possiamo soltanto migliorare. Alla prima partita non potevamo pensare di essere già perfetti, con i meccanismi oliati. Quello invece che mi è piaciuto è stato lo spirito, tutto il gruppo è da elogiare”.

Giallorossi cresciuti nella ripresa, a dispetto del gap di condizione fisica esistente con gli avversari: “Paradossalmente quando pensavamo di calare, invece, nel secondo tempo la squadra è venuta fuori. Abbiamo avuto due o tre occasioni, secondo il mio punto di vista, nitide, dove potevamo passare. Però, ripeto, va bene così. Il -14, adesso -13? Non dobbiamo assolutamente pensare a quest’handicap, lo sappiamo tutti. Siamo venuti qui consapevoli a cosa andavamo incontro. Non possiamo cercare alibi, di preparazione e quant’altro. Cercheremo di sputare sangue e lottare come i ragazzi hanno fatto in quest’esordio in maniera encomiabile. Poi, alla fine, tireremo le somme”.
Al pubblico, in soli 500 gli spettatori sugli spalti per la prima di campionato, Martello dice di credere in questo gruppo: “Dobbiamo essere bravi noi a tirarci i tifosi dalla nostra parte. È chiaro che abbiamo assoluto bisogno di loro. Io capisco e comprendo l’amarezza di un popolo, di una tifoseria che ha calcato palcoscenici importantissimi e che si ritrova qui con queste dinamiche societarie, con questi problemi e campionati che non competono a questa piazza. Però la squadra è anche loro, dei tifosi. E quindi è inutile fare appelli. Noi abbiamo bisogno di loro e cercheremo con tutte le nostre forze di tirarceli dalla nostra parte. Credo che chi è venuto al campo abbia apprezzato l’impegno dei ragazzi. Siamo usciti tra gli applausi, questo ci fa molto ben sperare. Cercheremo con qualche risultato importante di farli accendere e di ritornare nella loro casa che è la Curva“.

Una rosa allestita in pochi giorni, tra giovani ed elementi più esperti, chiamata a una difficile risalita in classifica: “La struttura è fatta. Abbiamo cercato di essere subito pragmatici e andare con le idee chiare. Io, per mia filosofia e per mia forma mentis, guardo soltanto il gruppo e la cultura del lavoro. Si vince e si perde in venti. Se sono qui i ragazzi è perché li abbiamo scelti e ci crediamo. Ho scelto prima gli uomini perché non è una comfort zone in questo momento Messina. Ho bisogno di uomini, di guerrieri, di gente che si butta nel fuoco per portare la barca speriamo in salvo”.





