Il capo allenatore della Nazionale Italiana Under 18 Marco Sodini è stato ospite della Svincolati Milazzo. Il tecnico viareggino ha diretto l’allenamento del gruppo 2008/2009 e al termine ha incontrato lo staff tecnico mamertino e allenatori di altre società.

“Il principale obiettivo della Federazione è quello di avvicinare la sede centrale del Settore Squadre Nazionali, che è a Roma, alla base del movimento, soprattutto concentrandosi su società come Milazzo che cercano di portare aventi un ottimo lavoro. Hanno ragazzi di interesse nazionale e vogliono portare avanti un confronto con modalità e principi che possano aiutare a sviluppare giocatori ai massimi livelli, per questo siamo qui presenti”.
L’allenatore elenca dati positivi e aspetti su cui concentrarsi maggiormente: “Il basket giovanile italiano sta bene, siamo terzi al mondo e secondi in Europa secondo il ranking Fiba. Il problema è che siamo ultimi per impiego di giovani nei campionati professionistici e qui dobbiamo certamente crescere. Abbiamo ottimi allenatori. Vorremmo riportare il settore giovanile a migliorare i giocatori, togliendo un po’ di pressione al risultato sportivo: vincere un campionato Under 17 è meno importante che fare giocare ragazzi a livello senior, che possano fare esperienza a un livello superiore”.

Occorre un equilibrio tra la ricerca del risultato e le necessità di valorizzare i giovani, magari anche a discapito dell’ottenimento di qualche vittoria: “I risultati devono essere inseguiti con serenità e questa deriva dalle strutture societarie. Qui ad esempio hanno consentito alle prime squadre di evolversi mediante lo sviluppo del proprio giocatore. In Italia il cortocircuito che abbiamo è che la serie B è praticamente un campionato professionistico mentre non abbiamo una lega di sviluppo. Occorre che tutti capiscono l’importanza di avere un ricambio generazionale“.
I suoi legami con la Sicilia non passano inosservati: “Milazzo è un’isola felice, ho convocato un giocatore di Milazzo in Nazionale Under 18 e questo traguardo non è scontato. Ho trascorso tre giorni in Sicilia con grande piacere perché ci sono molto legato. Mia figlia è nata a Patti quando allenavo a Capo d’Orlando. Non serve una realtà isolata ma più società che possano innalzare reciprocamente il livello della regione”.





