Marchetti: “Dato sempre il massimo. Se finiremo secondi un applauso all’Acr”

FranchinaAlessandro Marchetti e Franchina si contendono un possesso (foto Marco Familiari)

Il centrocampista del Fc Messina Alessandro Marchetti ha analizzato ai microfoni di Tcf l’ultima prestazione in campionato che ha rafforzato il secondo posto della squadra di mister Costantino: “In partite importanti come quella con la Gelbison la situazione in classifica ha un valore prioritario. Le squadre si studiano molto, soprattutto all’inizio. Poi noi ci siamo scoperti, attendendoli dopo essere passati in vantaggio a metà del primo tempo. Loro hanno reagito nella ripresa ma in questo tipo di gare è normale, specialmente a fine stagione quando ogni punto vale il doppio. L’ennesimo infortunio occorso a Piccioni in avvio di match ci ha spiazzato e sorpreso. Anche Carbonaro e Caballero non sono al top. Però Pablo pure a mezzo servizio ci ha dato una grande mano”. 

Fc Messina

Il Fc Messina sceso in campo contro la Gelbison

Infermeria affollata in casa Fc. Sarà un problema per lo staff tecnico di non poco conto alle prese con gli ultimi tre appuntamenti stagionali in soli sette giorni per una squadra che dovrà con ogni probabilità affrontare anche i playoff: “Siamo passati in poco tempo dall’essere in tanti a fare la conta dei disponibili. Sono diversi i calciatori importanti ai box. Speriamo che l’ultima settimana di sosta ci aiuti a recuperare quanta più gente possibile”.

In classifica il +4 dell’Acr Messina capolista sembra una sentenza in ottica promozione: “Il derby del ritorno ha fatto una grande differenza in classifica. Noi non abbiamo sfruttato due occasioni a favore quando loro hanno pareggiato però il nostro calendario era più difficile. Di certo con un esito diverso nello scontro diretto non saremmo quattro punti sotto. Da quel momento siamo sempre stati costretti a rincorrere e non è facile essere concentrati anche sui risultati delle tue avversarie. La continuità alla lunga dà i suoi frutti. Quella vittoria ha dato grande fiducia all’Acr ed è arrivata in un momento leggermente diverso da quello dell’andata, quando eravamo ancora all’inizio della stagione”. 

Alessandro Marchetti

Alessandro Marchetti difende un possesso (foto Marco Familiari)

I tre cambi di conduzione tecnica testimoniano le difficoltà affrontate dalla squadra, che comunque rimane focalizzata sul finire nel modo migliore possibile il torneo: “Il cambio di allenatore ha richiesto anche altre tempistiche per assimilare le nuove idee mentre l’Acr ha avuto un percorso più lineare. La situazione quest’anno è stata molto travagliata per tutti a causa del Covid, questo ci ha frenato per due mesi pieni. Sicuramente potevamo fare meglio ma alla fine a tre gare dal termine del campionato siamo ancora in lizza, seppur in ritardo”.

Il mercato ha innalzato il valore della rosa. Secondo il centrocampista toscano il gruppo annovera atleti di primissimo spessore: “Si impara tanto da compagni come Lodi e Agnelli. Apprendi molto anche da Giuffrida e Palma, che pure è più piccolo di me. Il capitano rappresenta un’assenza pesantissima per noi: chi sta in panchina cerca di incitare la squadra ma lui è insostituibile. Lo aspettiamo e nonostante tutto è con noi ogni giorno e lo ringraziamo di questo. Tutti trasmettono sempre qualcosa perché hanno una certa qualità, vedere Lodi come calcia ti procura sia ammirazione che stima. Alza la competitività negli allenamenti e ti motiva nel cercare un posto da titolare la domenica. Ciò ha portato benefici al gruppo e la società ha fatto gli acquisti giusti nei momenti di difficoltà, con i vari Arena, Bianco, Piccioni, Agnelli e Da Silva“.

Alessandro Marchetti e Casella

Alessandro Marchetti e Casella in azione a Rende

L’unione tra nuovi e senatori ha creato una buona alchimia ed Alessandro Marchetti è felice di farne parte: “Il gruppo storico dello scorso anno e chi si è unito dopo hanno dimostrato di credere nel progetto, mettendoci tanto agonismo. Credo che i meriti vadano divisi a metà con la società, che ha avuto il merito di scegliere i profili giusti, informandosi anche sugli uomini oltre che sui calciatori. Abbiamo steso il tappeto rosso a Lodi e lui è arrivato con un’umiltà e una disponibilità uniche, così come Palma e Agnelli. Bisogna onorare la maglia, dopo i sacrifici settimanali, compiuti magari restando lontano dalla famiglia. Però la stima ricevuta da allenatore, compagni e società mi fa stare tranquillo. Il 20 giugno tireremo le somme, se saremo secondi faremo un applauso all’Acr e non credo che avremmo demeritato. Tutto quello che avevamo lo abbiamo dato e lo faremo sino al termine”. 

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