Manfredi: “Priorità a debiti e salvezza ma anche alla copertura parziale dello stadio”

Lello ManfrediIl direttore generale dell'ACR Messina Lello Manfredi (foto Alessandro Denaro)

Il Messina di Franco Proto aveva sperato in un battesimo differente ma nonostante l’ottima prova offerta contro il Catania è maturata un’altra cocente delusione, superiore anche al ko rimediato a Reggio Calabria ad inizio stagione. Il direttore generale Lello Manfredi prova a guardare la metà piena del bicchiere: “La partita si era messa bene per noi. La squadra era in palla ed anche in settimana era apparsa concentrata, determinata, desiderosa di offrire una buona prestazione, che è arrivata sul campo. Non rimproveriamo nulla ai ragazzi, anche se bisogna capire se questi cali che si registrano dopo avere subito un gol siano frutto del caso o di una vera e propria patologia”.

Tribuna

Il pubblico ha dovuto fare i conti con il maltempo

Già in passato la squadra era crollata una volta incassata una rete. Un aspetto da non sottovalutare: “Non sono stato prima a contatto con la squadra, ma avevo già notato che tendeva a disunirsi in queste situazioni. Va approfondito anche se ormai mancano poche giornate ed abbiamo appena altre cinque gare in casa. C’è il rischio di intervenire troppo tardi sul malato, speriamo non sia un problema cronico. Fino al rosso di Da Silva c’era solo una formazione in campo. Ho visto un grande Messina, motivato, che ha tenuto bene il campo. Il gruppo è unito, sano e legato all’allenatore”.

I circa 7mila sostenitori accorsi al “Franco Scoglio”, dove si è registrato un incasso di 45mila euro, la nota più positiva di giornata: “La campagna di comunicazione ha funzionato a dovere. La gente ha voglia di dialogare con la società, dopo avere bruscamente interrotto ogni rapporto nel recente passato. Siamo soddisfatti perché con simili condizioni climatiche avere tutta questa gente allo stadio è stato un buon risultato. Ringraziamo tutti, ci hanno testimoniato affetto e vicinanza, anche con messaggi di incoraggiamento e piccole sponsorizzazioni”.

Curva Sud

Ottima la risposta dei messinesi

Secondo il titolare della “Sud Dimensione Servizi” sarebbe stato possibile toccare anche quota 10mila: “Non abbiamo avuto il tempo di fare promozione nelle scuole e in più la concomitanza con i tornei di Carnevale, in programma in giro per l’Italia, non ha consentito la stipula di convenzioni con società sportive cittadine, come avvenne in passato. Avremmo potuto avere 3 o 4mila persone in più sugli spalti”.

Tra le priorità non c’è solo il campo, tutt’altro ed anche il derby con il Catania lo ha dimostrato. “Il club è indebitato fino al collo. Si gioca su diversi tavoli, societari principalmente. Domenica è emersa inoltre in modo evidente l’esigenza di avere almeno una porzione della tribuna coperta. Stiamo lavorando anche in quest’ottica, ci sono le possibilità per farlo. Altrimenti prenderemo in considerazione l’ipotesi di tornare al Celeste, che per ora è fantasiosa. Una soluzione di ripiego più che un progetto vero e proprio”.

Stadio Franco Scoglio

Dopo tanto tempo, sono tornate le file ai botteghini

Per risolvere una delle storiche lacune, Manfredi vorrebbe sfruttare dei finanziamenti: “Con condizioni climatiche così disagevoli, abbiamo dovuto vedere tante famiglie e bambini che non avevano dove ripararsi. Nel 2017 non possono restare sotto l’acqua. Non lasceremo quindi nulla di intentato”.

Il direttore generale è consapevole che i lavori potranno essere avviati a scaglioni: “In passato avevamo già immaginato di collocare un parterre per tenere almeno 2mila spettatori sotto un tetto. Non vogliamo però una soluzione tampone, come una struttura prefabbricata. Bisogna invece studiare la possibilità di accedere ad un finanziamento, che si può ottenere presentando un progetto definitivo. Gli interventi di realizzazione andrebbero avanti in modo graduale. Completata la prima copertura, si potrebbe magari accedere dopo qualche anno ai fondi necessari per coprire un’altra porzione. In uno stadio così grande si può lavorare in un settore e contemporaneamente giocare. Se poi lo stadio si dovesse chiudere del tutto ci si sposterebbe per un po’ di tempo al Celeste”. Ipotesi suggestiva e progetti ambiziosi, che sembrano dimostrare che il Messina sta provando davvero a svoltare.

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