Lunetta Savino al Teatro Mandanici con “Grand Guignol all’italiana”

Il prossimo 28 gennaio al “Teatro Placido Mandanici” di Barcellona andrà in scena “Grand Guignol all’italiana” di Vittorio Franceschi con l’attrice Lunetta Savino.

L'attrice Lunetta Savino

L’attrice Lunetta Savino

La regia dell’evento teatrale è di Alessandro D’Alatri e sul palco, insieme alla citata Savino, ci saranno Umberto Bortolani, Carmen Giardina, Sebastian Gimelli Morosini e Andrea Lupo. A completare il cast è la voce di Paolo Bonolis. La produzione è del Teatro Stabile d’Abruzzo, le scene sono di Matteo Soltanto, i costumi di Giuseppina Maurizi, le musiche di Riccardo Eberspacher, il disegno luci di Pietro Sperduti, l’aiuto regia di Lorenzo D’Amico, le illustrazioni di Marta Ciambotti e le foto di scena di Paolo Porto. Fra le note dell’autore si può leggere la storia del “Grand Guignol”, nata in Francia alla fine dell’800 e che si caratterizza come teatro a tinte forti, farsesco e macabro, dove scorrono grossolanità, violenza, cinismo e storie da cronaca nera. L’autore continua sottolineando che in un giorno di fine estate dell’anno 2000 ebbe l’idea di utilizzare questo genere di teatro per raccontare il nostro Paese. Franceschi sceglie come eroi una colf depressa, un salumiere di successo, una guida turistica ignorante con una moglie fedigrafa e isterica e un postino gay. Da qui la storia si sviluppa con corna, liti, strafalcioni e soldi con l’immancabile “coup de théatre” finale.

Una scena di "Gran Guignol"

Una scena di “Gran Guignol”

Il regista nella sua nota di regia ha voluto aggiungere: “I cinque personaggi, con i loro comportamenti, linguaggi e il mondo che rappresentano ci accompagnano nel grande vuoto di questi tempi riempiendolo di surreale comicità. E’ uno spettacolo surreale ma veritiero. Caratteristica del teatro che più amo. Per questo motivo ho fortemente voluto che ogni elemento dello spettacolo, dalle scene ai costumi, alle luci, rispondesse a queste peculiarità. Quindi grande divertimento, ma al tempo stesso, proprio come in un Grand Guignol, una feroce condanna dell’egoismo e del perbenismo”.

 

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