Luciani: “Ero arrivato in silenzio. Grazie Messina perché mi hai fatto crescere”

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Pierluca Luciani saluta Messina prima di firmare ufficialmente col Ravenna, pronto a ritrovare il professionismo. L’ultimo campionato di Serie C è stato per l’attaccante classe 2002 quello del definitivo rilancio. Dodici gol messi a segno in 32 gare, quattordici complessivi tenendo conto delle due ai danni del Taranto poi cancellate, una media realizzativa salita in maniera vertiginosa nei mesi conclusivi sotto la gestione Banchieri. Numeri che hanno attirato su Luciani le attenzioni di vari club, anche di categoria superiore. L’unico rammarico il rigore fallito nella sfida di ritorno dei playout contro il Foggia che avrebbe potuto garantire ai peloritani il momentaneo pareggio e, chissà, riscrivere la storia. Quattro i gol relativi al torneo precedente, quando nel 2023/2024 mise insieme 25 presenze, ma appena otto da titolare, con Giacomo Modica in panchina.

Luciani
Luciani trattenuto da un avversario (foto Giovanni Isolino)

Con un post su Instagram, la punta giunta in riva allo Stretto dal Frosinone traccia un bilancio della sua esperienza in giallorosso: “Scrivo queste parole dopo un po’ di tempo dalla fine della stagione. Non è stato facile trovare il momento giusto, perché dentro avevo (e ho ancora) tante emozioni. Ma ora sento che è giusto farlo. Per rispetto di tutto quello che Messina ha rappresentato per me. Quando sono arrivato a Messina, in pochi credevano in me. Forse nessuno. E se devo essere sincero, nemmeno io sapevo cosa aspettarmi davvero”.

Garofalo e Luciani
Garofalo e Luciani (foto Federico Antonellis)

Si è messo alle spalle il lungo periodo di stop per infortunio vissuto in Ciociaria, crescendo a livello di minutaggio e di prestazioni nel secondo campionato disputato a Messina: “Sono arrivato in silenzio, con il peso di chi ha tutto da dimostrare e poco spazio per sbagliare. Ma Messina mi ha aperto le porte. Mi ha messo davanti alle sfide. Mi ha insegnato a lottare. Mi ha fatto crescere. Come calciatore, ma soprattutto come uomo. In questi due anni ho vissuto emozioni forti: le cadute, le risalite, le gioie, le delusioni. E ogni volta che ho indossato questa maglia, l’ho fatto con orgoglio. In questa maglia ho messo tutto: sudore, rabbia, cuore. E anche quando le cose non sono andate come volevamo, l’ho sempre fatto con rispetto per questa città, per i compagni, per la gente”.

Luciani e Lia
Luciani e Lia in panchina (foto Ciccio Saya)

La retrocessione, con il conseguente addio al Messina, non potrà scalfire legami e ricordi: “Ringrazio i miei compagni, lo staff, la società, ma anche chi all’inizio non credeva in me: perché è anche grazie a voi se ho avuto la forza di lottare ogni giorno. E soprattutto grazie a Messina, che ora sento un po’ casa mia. Non so cosa mi riserverà il futuro, ma so che questi colori, questo stadio, questa gente, non li dimenticherò mai. Perché Messina non è stata solo una tappa: è stata casa, è stata cuore. E ovunque andrò, ci sarà sempre un pezzo di me che resterà qui. Con affetto, rispetto e gratitudine. Lucianeddu❤️”.

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