Certe bandiere non potranno mai essere ammainate. Il “San Nicola” ha tributato l’ultimo toccante omaggio ad uno degli idoli più amati di sempre nella storia del Bari. Migliaia di tifosi, istituzioni, ex compagni di squadra, dirigenti e protagonisti del mondo sportivo presenti allo stadio per lo straziante saluto a Igor Protti, lo “Zar”, scomparso il 19 giugno all’età di 58 anni dopo una lunga malattia. Un abbraccio che va oltre il calcio e oltre il tempo. La curva – da tempo in aperta contestazione con l’attuale proprietà – si è riaccesa per il capitano, sventolando i vessilli biancorossi e inneggiando al numero 10 che con la maglia del Bari, approdato in Puglia dopo il triennio a Messina, conquistò una promozione e fu capocannoniere in Serie A nella stagione 1995/96.

Prima dell’arrivo delle ceneri (verranno disperse in mare, seguendo le volontà di Protti), accompagnate dai familiari di Igor, si è svolta la cerimonia pubblica di intitolazione della Curva Nord a Protti, con la scopertura della targa (Curva Nord Igor Protti (1967-2026), “Bandiera di una curva, orgoglio di una città”), alla presenza del sindaco Vito Leccese e del presidente della Regione Antonio Decaro. “L’intera comunità si ritrova a piangere la scomparsa di un campione che ha creato un legame viscerale e indissolubile con questa città. Igor ha fatto vibrare Bari con i suoi valori. Da oggi in poi, ancora di più, chi varcherà questa soglia raccoglierà i valori di Igor”, così il primo cittadino del capoluogo pugliese, il quale ha spiegato che in futuro potrebbero essere individuati altri luoghi simbolo da dedicare a Protti. “La meraviglia è stato lui: ha realizzato l’obiettivo di accompagnare all’altare la figlia. L’ho sentito proprio in quelle giornate per abbracciarlo. Essere una bandiera non significa vestire la stessa maglia tutta la vita, ma rappresentare una comunità”, ha aggiunto il governatore Decaro.

Ad accogliere l’urna sul terreno di gioco, particolarmente commossi, Antonio Matarrese, Alberto Fontana, Angelo Alessio, Carmine Gautieri, Sandro Tovalieri, Giovanni Loseto, Antonio Di Gennaro e Michele Andrisani. Nicola Ventola ha mandato un video saluto. A condurre la serata il giornalista Michele Salamone. Sugli spalti anche una rappresentanza di tifosi della Lazio, che esponevano lo striscione: “4-5-1997, sei nella storia. Ciao Igor”. Il riferimento è alla rete dell’1-1 nel derby contro la Roma, indimenticabile per il popolo biancoceleste. Cori, lacrime, applausi e la proposta di realizzare all’interno del “San Nicola” una statua che immortali la celebre rovesciata con cui Protti firmò uno dei gol più iconici della storia biancorossa, nel 1995 contro la Fiorentina.





