È stato il colpo da novanta messo a segno dalla Nebros nell’ultima campagna acquisti estiva e il campo sta rispettando le attese. L’impatto di Damiano Lo Giudice nella stagione è stato sin qui notevole: già quattro gol e un assist, che non hanno impedito ai nebroidei di vivere un inizio di stagione in salita, culminato con l’eliminazione in Coppa ai rigori per mano dell’Acquedolcese. L’ambiente sembra però avere attutito il colpo e la volontà è dare seguito al primo successo in campionato, colto domenica scorsa al “Vasi” contro la Leonfortese.

Il calendario però non è stato clemente con i ragazzi di mister Palmeri, che saranno impegnati nell’ostica trasferta di Modica, in casa di una delle big del campionato: “Non dobbiamo avere paura. Affronteremo una grande squadra, che è stata creata per fare un campionato diverso dal nostro ma abbiamo tutti i mezzi per non tornare a casa a mani vuote. Sicuramente il calendario in questa prima fase non ci ha aiutato, perché abbiamo già affrontato due candidate alla promozione e domenica troviamo la terza, ma conosciamo benissimo la categoria, siamo pronti per questo tipo di partite, non meritiamo affatto la classifica che abbiamo e lo dimostreremo molto presto”.
L’ex Sancataldese crede molto nel potenziale della squadra: “Siamo forti e la squadra ha valori importanti e non lo dico per auto-convincermi o compiacere i compagni. Lo penso davvero, vedo come ci alleniamo, ho vissuto le partite in prima persona sul campo e posso garantire che nessuna ci ha messo sotto, anzi siamo stati padroni del campo per buona parte delle partite giocate fin qui. Poi purtroppo il calcio è deciso dagli episodi e così capita che con la Leonzio paghiamo scelte arbitrali discutibili, a Niscemi prendiamo il gol del pareggio a tempo scaduto così come due domenica fa con la Messana prendiamo gol soltanto su un rigore discutibile, da una squadra che aveva realizzato dieci reti in due gare. La classifica non ci rende merito, meritavamo almeno quattro o cinque punti in più”.

Lo Giudice è soddisfatto del suo score personale ma non si accontenta: “A calcio non si gioca da soli ma si è al servizio di una squadra. Nessuno mi passa la palla e spera che mi inventi qualcosa, vengo supportato così come io mi metto al servizio dei compagni. Sono contento dell’apporto che sto dando ma al tempo stesso sono amareggiato perché in questa fase della stagione non stiamo ottenendo quello che avremmo meritato. Dispiace per il gruppo e la società: Piraino è un posto ideale per fare calcio e allenarsi, perché tutto è gestito da persone perbene, meravigliose sotto l’aspetto umano”.





