L’eterno Denis Godeas trascina la Triestina Victory: quando il gol non ha età

Godeas con la Triestina Victory

Come se il tempo non fosse mai passato. Denis Godeas, classe 1975, continua a far ammattire le difese avversarie da capitano della Triestina Victory, società satellite della Triestina. Scenario il girone C della Terza categoria friulana. Al debutto la vittoria casalinga per 2-1 sul Poggio, “griffata” proprio da una doppietta dell’ex ariete del Messina. La Triestina Victory ha poi pareggiato (3-3) nella seconda giornata in quel di Strassoldo. Avanti grazie ad un’incornata di Godeas, l’attaccante si è ripetuto siglando anche il momentaneo 2-1, prima che si materializzasse la rimonta dei padroni di casa. Quattro gol in due partite, sui cinque complessivi segnati dalla squadra, giusto per non perdere il vizio.

Denis Godeas con la maglia della Triestina

“Mi sono tesserato come giocatore e allenatore nella Triestina Victory – ha annunciato Godeas qualche settimana fa sulla sua pagina facebook, sempre ben aggiornata – ma soprattutto come responsabile dell’area tecnica e dei rapporti con le affiliate. Non nego che è stato un periodo con parecchi dubbi ma sono sicuro di aver fatto la scelta giusta in particolare per il ruolo da dirigente, ma mi sembra doveroso ringraziare Kristjan Pacor, Alen Carli, Ezio Marconi, Allegretti, Marco Sessi, Michele Contento, Brugnolo e tutti quelli che mi hanno cercato nell’ultimo mese, per la pazienza e la stima ma nell’anno del Centenario so di poter fare un buon lavoro e di dare una mano concreta alla Triestina”. La prima squadra è a quota 7 nel girone B di Lega Pro, alla ricerca di un ritorno tra i cadetti, categoria dalla quale è assente dal 2011. L’amore per gli alabardati, da autentica “bandiera”, il tratto distintivo di una carriera infinita. La maglia della sua Triestina Godeas l’ha indossata a più riprese, dal 1991 al ’94, nel ’99, dal 2003 al 2006, dal 2009 al 2012 e infine in D nel 2013-14.

Godeas ai tempi del Messina

Quando nel 2000-01 arrivò a Messina, a distanza siderale da casa, la Serie C1 l’aveva già disputata in piazze importanti, ma mai da autentico protagonista come avvenne in quel campionato. Undici marcature, tra cui le due al Palermo tra andata e ritorno, più il rigore procurato nella finale playoff contro il Catania, a ripagare la fiducia del ds Nicola Salerno che lo aveva prelevato dall’Udinese. I 15 gol in B, tra le “vittime” anche la Reggina nel derby, nell’ultimo atto dell’avventura in giallorosso, interrotta alla luce del passaggio della società da Aliotta a Franza. In A giocò comunque tra Como (il primo gol in massima serie alla Roma di Totti), Palermo e Chievo, togliendosi anche la soddisfazione di andare a segno in Coppa Uefa con i rosanero. A Mantova, in coppia con Giorgio Corona, nel 2007-08 il record di reti (28) tra i cadetti. Oggi non ha ancora perso la voglia e dopo le esperienze con Monfalcone e Lumignacco ecco la Triestina Victory. L’ultima (forse) sfida sul campo del bomber silenzioso che ama far parlare i gol.

 

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