Leo: “Validi i contratti di Criscuolo e Malafronte”. Slitta la sentenza Di Napoli?

Gli avvocati Ignazio Leo e Giovanni Villari nei locali della FIGC in via CampaniaGli avvocati Ignazio Leo e Giovanni Villari. Chiacchio ha ereditato i fascicoli dal legale messinese

Il Messina attende adesso due sentenze. Non ci sono forse molti margini per ciò che concerne le posizioni di due ex dipendenti, l’allenatore in seconda Vincenzo Criscuolo ed il preparatore atletico Salvatore Malafronte. Ad assisterli di fronte alla sezione Tesseramenti del Tribunale Federale Nazionale l’avvocato Ignazio Leo, che illustra così la sua posizione: “Abbiamo chiesto che i contratti stipulati con l’ACR Messina avessero ancora validità per la stagione 2015-2016. Anche perché la Lega Pro, a seguito di una nostra istanza, ha già statuito che la retrocessione sul campo non è mai avvenuta e che quindi il club ha mantenuto il suo posto tra i professionisti. Non essendovi mai stato il declassamento tra i Dilettanti i contratti biennali stipulati dai miei assistiti (quando al vertice della società vi era ancora Pietro Lo Monaco, ndc) mantengono la loro validità anche per il campionato corrente”.

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Lo stemma della Figc

Se Gianluca Grassadonia si è accasato altrove, alla Paganese, i suoi due ex collaboratori restano ancora senza squadra e hanno chiesto il reintegro in organico: “Il mister ha fatto evidentemente delle scelte differenti. Criscuolo e Malafronte invece non hanno trovato altra collocazione, altrimenti avrebbero potuto ridiscutere diversamente la loro posizione con il Messina. Siamo moderatamente ottimisti anche in virtù dei documenti che abbiamo allegato alla nostra memoria. La Corte Federale d’Appello ha d’altronde sancito la retrocessione sul campo della Vigor Lamezia e di conseguenza il Messina ha mantenuto la categoria e quindi i contratti in essere”. L’ACR, che ha impugnato la prima decisione da parte della Lega Pro, ha cercato di dimostrare invece che il declassamento, seppur temporaneo, vi è stato e ha comportato quindi lo svincolo automatico degli ex tesserati.

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Il logo della Federcalcio che campeggia all’ingresso dei locali di Via Campania

Al di là della discussione di una delle tante vertenze ereditate dalle precedenti gestioni, si attende soprattutto la pubblicazione della sentenza relativa al suo attuale tecnico Arturo Di Napoli, che rischia una pesantissima squalifica in virtù dei fatti contestati nell’ambito della presunta combine tra L’Aquila e Savona. Il termine entro il quale il Tribunale Federale Nazionale dovrà esprimersi è quello di martedì 2 febbraio. Dopo le udienze tenutesi tra l’11 ed il 13 gennaio, i giudici si sono riuniti la scorsa settimana soltanto mercoledì 20. La camera di consiglio è ripresa lunedì 25 e potrebbe prolungarsi fino a giovedì 28 o venerdì 29. In tal caso l’attesa ufficializzazione delle decisioni slitterebbe a lunedì 1 febbraio.

Il prolungarsi dell’esame degli incartamenti presentati dagli imputati, un’ottantina tra società e tesserati, paradossalmente sembra rappresentare una buona notizia per i collegi difensivi. A sottolinearlo proprio il legale messinese Giovanni Villari: “Ci aspettavamo tempi così lunghi. Siamo ben lieti che il Tribunale si sta prendendo tutto questo tempo per valutare le posizioni con assoluta scrupolosità. Speriamo possano emergere quegli aspetti che sono stati sviluppati nelle memorie difensive e che riteniamo indispensabili”. Se davvero le pronunce si conosceranno soltanto la prossima settimana, Di Napoli potrà accomodarsi in panchina anche in occasione della gara casalinga con il Monopoli, in programma nel week-end.

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